Congedo straordinario per assistenza al disabile: differenze con i 3 gg. al mese e altri chiarimenti

Elisabetta – Sono insegnante di ruolo di Scuola Superiore di II grado con assegnazione provvisoria per assistenza a familiare in stato di handicap 100/100 ai sensi della Legge 104/92. In previsione di ricovero ospedaliero del familiare e dell’assistenza continuativa che richiede, quali sono le procedure per ottenere un congedo di circa 15gg., o in funzione della durata della degenza, previsto dalla Legge 104/92 ? Vi chiedo questo perchè nell’informare la mia Segreteria mi è stato detto che:ai sensi del D.L. 119/2011 art.42 per concedere il permesso è necessario:

1) stesso luogo di residenza del familiare in stato di handicap, e relativi certificati di residenza. 2) certificazione scritta da parte della struttura ospedaliera attestante l’esigenza di un familiare per assistenza al degente, con definizione delle ore/giorno. Personalmente, credo sia stato confusa la modalità di richiesta di permesso per un normale dipendente pubblico, vincolata infatti dal D.L.119/2011, e la richiesta invece prevista per il dipendente che beneficia della legge 104/92, che prevede una diversa modalità di richiesta senza l’obbligo di presentazione di certificati, peraltro già depositati agli atti c/o A.s.s.l. che ha rilevato e riconosciuto lo stato di handicap ai sensi Legge 104/92 Ringraziando, i Migliori saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Elisabetta,

mi pare di capire che stai fruendo dei 3 gg al mese di cui alla legge 104/92 ed ora vorresti chiedere un periodo di congedo straordinario sempre per assistenza al disabile.

Si premette quindi che la fruizione dei 3 gg. al mese e il congedo straordinario seguono dei criteri diversi per cui può succedere che se il dipendente ha diritto ai 3 gg. potrebbe non avere invece diritto al congedo.

Ai sensi dell’art. 42/5 della decreto legge 151/2001 “Il coniuge convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ha diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 dell’articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, entro sessanta giorni dalla richiesta. In caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente, ha diritto a fruire del congedo il padre o la madre anche adottivi; in caso di decesso, mancanza o in presenza di patologie invalidanti del padre e della madre, anche adottivi, ha diritto a fruire del congedo uno dei figli conviventi; in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti dei figli conviventi, ha diritto a fruire del congedo uno dei fratelli o sorelle conviventi.”

In base a tale norma i beneficiari usufruiranno del congedo straordinario, secondo il seguente ordine:

  • il coniuge convivente della persona disabile in situazione di gravità;
  • il padre o la madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente;
  • uno dei figli conviventi della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti. Si precisa, al riguardo, che la possibilità di concedere il beneficio ai figli conviventi si verifica nel caso in cui tutti i soggetti menzionati (coniuge convivente ed entrambi i genitori) si trovino in una delle descritte situazioni (mancanza, decesso, patologie invalidanti);
  • uno dei fratelli o sorelle conviventi nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori ed i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.
  • Parenti e affini fino al terzo grado solo se gli altri parenti più prossimi (figli, genitori, fratelli) o il coniuge sono mancanti, deceduti o anch’essi invalidi (sentenza Corte Costituzionale 203/2013).

Ai sensi della circolare INPS 32/2012 la nuova normativa (art. 3, comma 1, lett. a ed art. 4, comma 1, lett. b del decreto legislativo n. 119/2011), nel ribadire l’assenza di ricovero a tempo pieno della persona disabile in situazione di gravità quale presupposto per la concessione sia dei permessi ex lege 104/92 sia del congedo straordinario, introduce alcune eccezioni.

  • I genitori potranno fruire del prolungamento del congedo parentale (art. 33, decreto legislativo n. 151/2001) nell’ipotesi di ricovero di un disabile in situazione di gravità, qualora sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore;
  • gli aventi diritto potranno fruire del congedo straordinario (art. 42, comma 5, decreto legislativo n. 151/2001) nell’ipotesi di ricovero di un disabile in situazione di gravità qualora sia richiesta dai sanitari la presenza del familiare.

Si ribadisce che per ricovero a tempo pieno si intende quello, per le intere ventiquattro ore, presso strutture ospedaliere o simili, pubbliche o private, che assicurano assistenza sanitaria continuativa.

A titolo esemplificativo, tenuto conto anche di quanto normativamente previsto per i permessi ex lege 104/92, si elencano di seguito alcune ipotesi che fanno eccezione al requisito della assenza del ricovero a tempo pieno sia per quanto concerne i suddetti permessi (prolungamento del congedo parentale, riposi orari, permessi giornalieri) sia relativamente al congedo straordinario:

  • interruzione del ricovero a tempo pieno per necessità del disabile in situazione di gravità di recarsi al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite e terapie appositamente certificate (messaggio n. 14480 del 28 maggio 2010);
  • ricovero a tempo pieno di un disabile in situazione di gravità in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine (circolare n. 155 del 3 dicembre 2010, p.3);
  • ricovero a tempo pieno di un soggetto disabile in situazione di gravità per il quale risulti documentato dai sanitari della struttura il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare, ipotesi precedentemente prevista per i soli minori (circolare n. 155 del 3 dicembre 2010, p.3).

Al fine di agevolare l’assistenza della persona disabile, il requisito della convivenza, richiesto per la fruizione del congedo straordinario, sarà accertato d’ufficio previa indicazione da parte dell’interessato degli elementi indispensabili per il reperimento dei dati inerenti la residenza anagrafica, ovvero l’eventuale dimora temporanea (vedi iscrizione nello schedario della popolazione temporanea di cui all’art.32 D.P.R. n. 223/89), ove diversa dalla dimora abituale (residenza) del dipendente o del disabile. In alternativa all’indicazione degli elementi di cui sopra, l’interessato ha facoltà di produrre una dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. 445/2000.

Sul concetto di convivenza con la Circolare 3884/2010, il Ministero del Lavoro afferma che “al fine di addivenire ad una interpretazione del concetto di convivenza che faccia salvi i diritti del disabile e del soggetto che lo assiste, rispondendo, nel contempo, alla necessità di contenere possibili abusi e un uso distorto del beneficio, si ritiene giusto ricondurre tale concetto a tutte quelle situazioni in cui, sia il disabile che il soggetto che lo assistite abbiano la residenza nello stesso Comune, riferita allo stesso indirizzo: stesso numero civico anche se in interni diversi.”

Pertanto, per furire dei 15 gg di congedo dovrai attenerti a tali disposizioni.

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