Adozione internazionale: quali diritti per la docente precaria?

Marilena  – Salve sono un insegnante precaria da 20 anni di scuola primaria. Dal 4 dicembre del 2013 sono in astensione obbligatoria per adozione internazionale ( maternità) per cinque mesi. Fin qui niente di strano ma la settimana scorsa ho avuta una nomina di tutta la settimana in un istituto comprensivo che però ieri mi ha detto che il sabato e  la domenica non saranno coperta da nomina ma saranno fuori nomina perché toccheranno alla supplente che è su di me. La mia domanda è questa :altre scuole invece ,mi hanno dato questi giorni coperti da nomina, allora a questo punto  chi ha ragione?  Questi giorni per me sono importanti per il punteggio. Mi aiutate per favore Grazie PS se ho ragione ad insistere sull’avere coperti questi due giorni da nomina qual è la legge a cui mi devo riferire per dimostrarglielo?

Donatella – Sono un’assistente amministrativa precaria con contratto al 31/8/2014 presso il,liceo Artistico di Novara e mi sto organizzando per ricevere durante i mesi estivi, un bambino dalla Russia. Vorrei sapere se ho diritto ad un periodo di astensione dal lavoro almeno per qualche giorno o se devo richiedere le ferie. Dovessi, eventualmente, passare in ruolo (sono quinta in graduatoria) le normative cambiano? Grazie della vostra consulenza.

Paolo Pizzo – Gentilissime,

ai sensi dell’art. 2, commi 452 e 453, legge Finanziaria per il 2008, la lavoratrice che adotta un minore straniero (ai sensi della legge n. 184/1983, e successive modificazioni, artt. 29 e ss.) ha diritto all’astensione dal lavoro per un periodo pari a cinque mesi a prescindere dall’età del minore all’atto dell’adozione; il diritto spetta per l’intero periodo anche nel caso in cui, durante il congedo, il minore raggiunga la maggiore età.

Il  congedo  può  essere  fruito  nei  cinque  mesi  successivi  all’ingresso  del  minore  in  Italia risultante  dall’autorizzazione  rilasciata,  a  tal  fine,  dalla  Commissione  per  le  adozioni internazionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (art. 32, legge n. 184/1983).

A tale periodo di congedo si aggiunge il giorno di ingresso in Italia del minore cosicché, anche nella  fattispecie, il periodo massimo complessivamente spettante è pari a cinque mesi ed un giorno.

Ferma restando la durata massima del periodo di astensione (cinque mesi ed un giorno), il congedo può essere fruito, anche parzialmente, prima dell’ingresso in Italia del minore, per consentire alla lavoratrice la permanenza all’estero finalizzata all’incontro con il minore ed agli adempimenti relativi alla procedura adottiva.

Tale periodo di congedo può essere fruito anche in modo frazionato. Il congedo non fruito antecedentemente  all’ingresso  del  minore  in  Italia  è  fruito,  anche  frazionatamente,  entro  i cinque mesi dal giorno successivo all’ingresso medesimo.

La lavoratrice che per il periodo di permanenza all’estero non richieda o richieda solo in parte il congedo  di  maternità,  può  comunque  avvalersi  di  periodi  di  congedo  non  indennizzati  né retribuiti. Il godimento di tali periodi non è di interesse per l’Istituto.

I periodi di permanenza all’estero correlati alla procedura adottiva sono certificati dall’Ente autorizzato che ha ricevuto l’incarico di curare la procedura di adozione; pertanto, la domanda di  indennità a titolo di congedo di maternità, relativamente ai suddetti periodi, dovrà essere corredata della suddetta certificazione. In mancanza, la domanda stessa potrà essere liquidata subordinatamente alla regolarizzazione mediante esibizione della documentazione richiesta.

Tali istruzioni trovano applicazione anche laddove, al momento dell’ingresso del minore in Italia, lo stesso si trovi in affidamento preadottivo.

Tali  sono  le  ipotesi  in  cui  l’adozione  debba  essere  pronunciata  dal  Tribunale  italiano successivamente  all’ingresso  del  minore  in  Italia  ai  sensi  dell’art.  35,  comma  4,  Legge n.184/1983.

In caso di revoca dell’affidamento preadottivo pronunciata dal Tribunale, il diritto al congedo ed  alla  relativa  indennità  cessano  dal  giorno  successivo;  di  tale  circostanza  la  lavoratrice interessata dovrà darne opportuna e tempestiva comunicazione all’Istituto.

Si precisa che la legge non fa alcuna differenza con la “normale maternità”, per cui anche alla docente in congedo di maternità per adozione si devono applicare tutti i benefici stabiliti dal CCNL/2007.

Per Marilena: se i giorni in cui fruisci della maternità per adozione rientrano nel contratto che comprende tutta la settimana, la scuola è obbligata a pagarti anche il sabato e la domenica.

Se poi hai invece un contratto dal lunedì al venerdì o al sabato, la domenica (e il sabato) può esserti pagata solo sei stata nominata per l’intero orario settimanale (25 ore scuola Infanzia; 24 scuola primaria e 18 scuola di I o II  grado). Altrimenti no.

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