Mobilità, perdente posto, punteggio di continuità e altri chiarimenti

Luisa – sono un insegnante e vorrei dei chiarimenti su come mantenere il punteggio di continuità nella mia situazione: ho perso posto lo scorso anno e mi hanno assegnato una sede scomoda, da cui perdo posto anche quest’anno. Mi hanno detto che, per non perdere la continuità, devo presentare domanda si trasferimento per 5 anni indicando, come prima sede, quella da cui ho perso posto. Avendo perso posto due volte di seguito, quale sede devo indicare come prima preferenza? la prima o la seconda da cui sono risultata perdente posto? Inoltre, nella domanda posso inserire anche altre sedi, in aggiunta a quella da cui ho perso posto? Nell’eventualità non si riformi la cattedra nella sede da cui ho perso posto, e mi   assegnino una delle sedi espresse nella domanda, risulta trasferimento volontario o condizionato? utile o no per la continuità?

Paolo Pizzo – Gentilissima Luisa,

Dal quesito si presume che tu lo scorso anno abbia condizionato la domanda una volta che sei stata individuata perdente posto, ovvero hai scelto di voler rientrare nelle sede da cui hai perso posto o che comunque sei stata trasferita d’ufficio.

Fatta questa premessa, c’è da dire che nella mobilità bisogna andare per fasi.

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Con la domanda che a breve dovrai compilare e inviare tramite istanze online (si presume scadenza fine marzo al massimo inizi di aprile) potrai richiedere il rientro nella scuola di (ex) titolarità da cui lo scorso anno hai perso il posto.

A tal proposito si ricorda che ai sensi dell’art. 7.1  punto II del CCNI mobilità il personale scolastico trasferito d’ufficio o a domanda condizionata, anche su tipologia diversa di posto (comune e/o cattedra, sostegno) ha diritto al rientro con precedenza nella scuola, circolo o istituto da cui è stato trasferito in quanto soprannumerario, qualora la relativa cattedra o posto si renda disponibile per i movimenti relativi ad uno degli anni scolastici dell’ottennio successivo al provvedimento suddetto. Tale precedenza è subordinata all’aver presentato domanda condizionata.

La precedenza in esame si applica alla prima fase dei trasferimenti, anche se il richiedente è titolare in un comune diverso da quello della scuola, circolo o istituto richiesto. Detta precedenza opera esclusivamente nell’ambito della provincia e della tipologia di titolarità al momento dell’avvenuto trasferimento d’ufficio o a domanda condizionata (posto comune e/o cattedra, posto di sostegno). Non opera, quindi, nei casi di modifica della provincia di titolarità per mobilità professionale o mobilità territoriale interprovinciale.

Tale precedenza spetta a condizione che gli interessati abbiano prodotto domanda per ciascun anno dell’ottennio e che richiedano, come prima preferenza la scuola, circolo o istituto dove erano titolari, o preferenze sintetiche (comune o distretto) comprensive di tale scuola, circolo o istituto. A tali fini il personale scolastico interessato deve riportare nella apposita casella del modulo-domanda la denominazione ufficiale della scuola, circolo o istituto da cui è stato trasferito quale soprannumerario, nonché compilare la relativa “dichiarazione di servizio continuativo”, facente parte dell’apposito allegato all’O.M. o del modello predisposto per le istanze on line.

E ancora:

Qualora l’interessato ometta di indicare la scuola, il circolo o l’istituto o centro territoriale da cui è stato trasferito nell’ultimo ottennio, nell’apposita casella del modulo-domanda, oppure non alleghi la dichiarazione di cui sopra, perde il diritto alla precedenza.

Pertanto, la prima operazione che dovrai compiere è quella di produrre domanda di mobilità indicando come prima sede quella di ex titolarità ovvero da cui hai perso il posto e per la quale richiedi il rientro, non dimenticando di allegare il modello F relativo alla dichiarazione di continuità.

Qui un nostro esempio.

Attenzione. Per ciò che riguarda la possibilità o meno di indicare altre sedi oltre a quella da cui hai perso il posto e quindi per la questione “trasferimento volontario o condizionato ?”: se oltre alla sede di ex titolarità per cui chiedi il rientro indicherai altre sedi e dovessi essere soddisfatta per una di queste, sarai considerata a “domanda volontaria” e quindi ultima arrivata.

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La seconda fase è quella che avviene appena dopo il termine delle domande di mobilità ovvero quella dell’individuazioni degli eventuali perdenti posto. Pertanto, anche se già da ora dici che sei sicura che perderai nuovamente il posto (nella sede in cui sei stata trasferita quest’anno) la certezza o comunque la convalida di ciò l’avrai solo dopo il termine delle operazioni di mobilità alle quali avrai già partecipato nella fase 1 che abbiamo appena evidenziato.

Se quindi risulterai, come hai detto, nuovamente perdente posto dovrai scegliere se mantenere il punteggio di continuità e la precedenza per ritornare nella vecchia sede di titolarità (per la quale appunto avrai prodotto già domanda) oppure maturare la precedenza per il rientro nella sede di attuale titolarità (ovvero dove sei in servizio questo anno).

Se opterai per la prima ipotesi dovrai ripetere la domanda di trasferimento (si riapriranno nuovamente i termini) e barrare la casella SI’. Se invece sceglierai la precedenza per il rientro nella sede di attuale titolarità dovrai condizionare la domanda barrando nell’apposita casella NO.

Ricordiamo, sempre ai sensi dell’art. 7.1 sopra citato che il personale, trasferito d’ufficio o a domanda  condizionata nell’ottennio, che risulti perdente posto nella scuola di attuale titolarità, qualora presenti domanda condizionata per rimanere in detta scuola, non può usufruire nello stesso anno della precedenza per il rientro nella scuola di precedente titolarità ma mantiene il punteggio di continuità complessivamente accumulato. Ciò in quanto la domanda di trasferimento condizionata al permanere della situazione di perdente posto prevale rispetto alla richiesta di trasferimento in altre sedi, ivi compreso il rientro nella scuola di precedente titolarità. Permane, tuttavia, anche negli anni successivi, mantenendo il punteggio di continuità, il diritto al rientro nella scuola e nel comune di precedente titolarità, entro i limiti dell’ottennio iniziale.

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