Congedo di maternità: il periodo di astensione ante-parto va determinato senza includere la data presunta del parto

Scuola – l’art. 16 del D.Lgs. 26/03/2001 stabilisce: è vietato adibire al lavoro le donne durante i due mesi precedenti la data presunta del parto e durante i tre mesi dopo il parto. La data del parto, dove deve essere ricompresa, nella astensione dei due mesi precedenti o in quella dopo il parto? O deve essere esclusa dai due periodi? Nel caso di esclusione del giorno del parto,  con quale dicitura registrarlo?

Paolo Pizzo – Gentile Scuola,

a seguito della sentenza n. 1401/2001 della Suprema Corte di Cassazione, l’INPS, con Messaggio n. 18311/2007, afferma:

“In attuazione dell’art. 4 della L. 1204/1971, l’Istituto, con circolare 134382 del 26 gennaio 1982 (parte prima, par. 2, note 4 e 5), aveva precisato che “i due mesi precedenti la data presunta del parto” dovevano essere conteggiati a ritroso, secondo il calendario comune, partendo dalla data presunta del parto ed includendo nel computo anche tale giorno (ad es. in caso di data presunta fissata per il 15 agosto, il periodo di congedo ante partum andava dal 16 giugno al 15 agosto). Conseguentemente, in base a tale criterio, il periodo di congedo “ordinario”, in caso di coincidenza tra la data presunta e la data effettiva del parto, era pari a 5 mesi: due mesi prima della data presunta, comprensivi appunto della data (coincidente) dell’evento, e tre mesi dopo il parto, decorrenti dal giorno successivo alla data stessa (16 giugno/15 novembre).

Con il presente messaggio si rettificano le indicazioni sopra illustrate secondo il criterio individuato dalla Suprema Corte nella citata sentenza: in particolare, il periodo di astensione ante partum va determinato senza includere la data presunta del parto che, pur rimanendo oggetto di tutela, costituisce il dies a quo per computare a ritroso il periodo in questione (così, per tornare all’esempio, in caso di data presunta fissata per il 15 agosto, il periodo di congedo ante partum andrà dal 15 giugno al 14 agosto). Conseguentemente, nell’ipotesi in cui data presunta e data effettiva coincidano, il periodo complessivo “ordinario” di congedo di maternità sarà pari a 5 mesi ed un giorno (15 giugno/15 novembre).

Ovviamente, lo stesso criterio di computo dovrà essere utilizzato per determinare il periodo di maternità indennizzabile (“due mesi antecedenti la data del parto e tre mesi successivi alla stessa” – v. artt. 68 e 70 del D.Lgs. 151/2001) in favore delle lavoratrici autonome e dei lavoratori iscritti alla Gestione Separata di cui alla L.335/1995; pertanto, anche per tali categorie, il periodo indennizzabile dovrà essere pari a 5 mesi ed un giorno.”

Pertanto, il periodo di astensione ante-parto va determinato senza includere la data presunta del parto, conseguentemente, nell’ipotesi in cui data presunta e data effettiva coincidano, il periodo complessivo “ordinario” di  congedo di maternità è pari a 5 mesi ed un giorno.

Di seguito alcuni esempi di calcolo:

Esempi

Parto prematuro: data presunta 7 maggio ed effettiva 1° maggio.

  • L’astensione ante-parto sarà dal 7 marzo al 30 aprile.
  • Giorno del parto 1° maggio.
  • L’astensione post-parto sarà dal 2 maggio al 7 agosto;

Coincidenza tra data presunta e data effettiva del parto: 7 maggio.

  • L’astensione ante-parto sarà dal 7 marzo al 6 maggio.
  • Giorno del parto 7 maggio.
  • L’astensione post-parto sarà dall’ 8 maggio al 7 agosto.

Mancata coincidenza – parto posticipato: data presunta 7 maggio ed effettiva 12 maggio.

  • L’astensione ante-parto sarà dal 7 marzo al 11 maggio.
  • Giorno del parto 12 maggio.
  • L’astensione post-parto sarà dal 13 maggio al 12 agosto.

Pertanto la dicitura rimane sempre congedo di maternità (ex astensione obbligatoria).

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