Congedo parentale per adozione internazionale: chiarimenti per la scuola

Scuola – Nel caso di adozione internazionale, entro quanto tempo la madre può usufruire del Congedo parentale? Deve dare preavviso di almeno gg. 15? Si ringrazia anticipatamente.

Paolo Pizzo – Gentile Scuola,

per effetto dei commi 455 e 456 dell’art. 2 della Legge Finanziaria per il 2008, gli artt. 36 e 37 T.U. 151/01 sono stati, rispettivamente, sostituito e abrogato.

Si riporta di seguito il novellato art. 36 T.U.

“Il congedo parentale di cui al presente Capo spetta anche nel caso di adozione, nazionale e internazionale, e di affidamento. Il congedo parentale può essere fruito dai genitori adottivi e affidatari, qualunque sia l’età del minore, entro otto anni dall’ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età. L’indennità di cui all’art. 34, comma 1, è dovuta, per il massimo complessivo ivi previsto, nei primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia”.

La nuova disciplina è stata chiarita dalla circolare INPS 16/2008:

In attuazione delle nuove disposizioni, i genitori adottivi e affidatari, analogamente ai genitori biologici, possono fruire del congedo parentale entro i primi otto anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare, indipendentemente dall’età del bambino all’atto dell’adozione o affidamento e comunque non oltre il compimento della maggiore età dello stesso.

Fermi restando i predetti limiti temporali (oltre i quali non spettano né il congedo né la relativa indennità) il trattamento economico pari al 30% della retribuzione è riconoscibile per un periodo massimo complessivo di sei mesi tra i due genitori entro i tre anni dall’ingresso del minore in famiglia; viceversa, qualunque periodo di congedo richiesto oltre i tre anni dall’ingresso (anche, ad esempio, il primo mese) nonché i periodi di congedo ulteriori rispetto ai sei mesi (settimo, ottavo e così via), ancorché fruiti entro i primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia, potranno essere indennizzati a tale titolo subordinatamente alla verifica delle condizioni reddituali previste dal comma 3 dell’art. 34 T.U.

Pertanto, il congedo parentale ha una durata complessiva di undici mesi (tra i due coniugi), col limite individuale, però, di sei mesi per la madre e di sette mesi per il padre. Il limite individuale è elevato fino a dieci mesi, in favore di uno dei due coniugi, in caso di morte dell’altro coniuge o di abbandono  del  figlio adottato da parte dell’altro genitore od anche in caso di affidamento esclusivo del minore ad uno solo dei genitori.

Entro i primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia, l’indennità è pari al 30% della retribuzione, nel limite massimo complessivo di sei mesi tra i due genitori.

Qualunque periodo di  congedo  richiesto oltre i tre anni dall’ingresso, nonché  i  periodi di congedo ulteriori ai sei mesi, ancorché fruiti entro i primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia, possono essere indennizzati al 30% della retribuzione, a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. Il reddito è determinato secondo i criteri previsti in materia di limiti reddituali per l’integrazione al minimo. Per l’anno 2013 è pari a 16.101,47, circolare INPS 47/2013, in caso contrario non sono retribuiti.

Per il Comparto Scuola

La nuova legge ha lo scopo di ridurre le differenze tra genitori biologici e genitori adottivi (stabilisce infatti un’identica fruizione dei congedi), il miglior trattamento economico disciplinato dall’art. 12 deve essere applicato anche ai primi 30 gg. di congedo parentale, per ogni figlio entro i primi 3 anni dall’ ingresso in famiglia, in caso di adozioni o affidi nazionali e internazionali. Dopo il terzo e fino all’ottavo anno dall’ingresso, spetta invece l’indennità al 30% a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. Il reddito è determinato secondo i criteri previsti in materia di limiti reddituali per l’integrazione al minimo. Per l’anno 2013 è pari a 16.101,47, circolare INPS 47/2013, in caso contrario non sono retribuiti.

Si precisa che la domanda di fruizione di congedo non cambia nella sostanza anche se fruito per adozioni o affidi, pertanto rimangono immutati anche i tempi di richiesta:

l’art. 12 commi 7 e 8 del Contratto Scuola (art. 19 per il personale assunto a tempo determinato) stabilisce che ai fini della fruizione, anche frazionata, dei periodi di congedo parentale, la lavoratrice madre o il lavoratore padre presentano la relativa domanda, con l’indicazione della durata, all’ufficio di appartenenza di norma quindici giorni prima della data di decorrenza del periodo di astensione. La domanda può essere inviata anche per mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento purché sia assicurato comunque il rispetto del termine minimo di quindici giorni. Tale disciplina trova applicazione anche nel caso di proroga dell’originario periodo di congedo parentale.

In presenza di particolari e comprovate situazioni personali che rendano impossibile il rispetto della disciplina di cui sopra, la domanda può essere presentata entro le quarantotto ore precedenti l’inizio del periodo di astensione dal lavoro.

Posted on by nella categoria Maternità e Paternità
Versione stampabile
ads ads