Malattia: febbre e certificato medico. Chiarimenti.

Paola – Il 5 marzo scorso, mi ricovero in ospedale (ricovero programmato da mesi) per un intervento chirurgico,  ma subito dopo il ricovero mi hanno rimandato a casa perchè avevo la febbre e quindi  rinviato l’intervento a data da stabilire .La chirurgia ha inviato online all’inps la certificazione (almeno spero) e mi ha rilasciato copia del foglio di ricovero per la segreteria della scuola. In conseguenza al mio stato febbrile, ho chiesto alla scuola 2 giorni di malattia ( 6 e 7 marzo ) certificata dal mio medico. Poichè ho dovuto fare tutto di testa mia perchè, essendo una situazione anomala, nessuno ha saputo consigliarmi sul da farsi, volevo delucidazioni a riguardo. Visto che c’era un ricovero di mezzo, il mio stato di salute e relativi giorni di malattia, avrebbe dovuto certificarli l’Asl? ( evitando la decurtazione della malattia dallo stipendio)?  Oppure la mia procedura può considerarsi giusta?In attesa di risposta cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Paola,

si premette che  non si procede alla decurtazione economica “Brunetta” nei casi di Ricovero ospedaliero, in strutture pubbliche o private. Per “ricovero ospedaliero” si intende la degenza in ospedale per un periodo non inferiore alle 24 ore (comprensivo della notte).

L’assenza su prognosi rilasciata da un Pronto Soccorso non è assimilabile al ricovero e pertanto sarà soggetta alle trattenute;

Si precisa altresì che non si procede a tale trattenuta nemmeno per i periodi di assenza per convalescenza che seguono senza soluzione di continuità un ricovero o un intervento effettuato in regime di day-hospital o Macroattività in regime ospedaliero indipendentemente dalla loro durata per i quali è sufficiente una certificazione rilasciata anche dal medico curante pubblico o privato (la certificazione medica dovrà far discendere espressamente la prognosi dall´intervento subito in ospedale)

Inoltre, non si procede a visita fiscale nel caso di dipendenti in degenza in ospedale superiore alle 24 ore o con certificazione di ricovero domiciliare o in strutture sanitarie competenti o ancora in regime di day hospital o Macroattività in regime ospedaliero, o che si rechino al pronto soccorso, o che a seguito di un infortunio, o che a seguito di un  ricovero ospedaliero, qualora il periodo di riposo o di convalescenza sia stato ordinato dall’ospedale stesso (e non, successivamente, dal medico curante: in questo caso non risulta nessun legame ufficiale con il periodo di ricovero o con il precedente infortunio).

Detto questo, dal quesito si evince che la febbre successiva al ricovero ospedaliero non è diretta conseguenza dell’intervento chirurgico che mi pare di capire non ci sia stato. È dunque corretto che il certificato sia stato redatto dal medico di base trattato come “normale malattia”.

In ogni caso ai fini della decurtazione e della visita fiscale che la febbre sia certificata dall’ospedale o dal medico curante nel tuo caso non fa nessuna differenza perché comunque non si tratta di certificazione medica relativa ad una prognosi derivante direttamente dall’intervento chirurgico.

Diciamo quindi che dal punto di vista tecnico è corretto come hai agito. Dal punto di vista sostanziale non cambia nulla.

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