Permessi per lutti: spettano per la morte del suocero nonostante il dipendente abbia divorziato?

Scuola – Si chiede se una docente abbia diritto ai 3 gg. per lutti per la morte del  suocero. Si precisa che la docente in questione è divorziata dal marito (ex  marito).

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

I 3 giorni di permesso retribuito per lutti sono attribuiti al dipendente a seguito di lutto per la scomparsa dei genitori, figli naturali, adottati, affiliati, nonni, fratelli/sorelle, nipote di nonni naturali, suoceri, nuore, generi, o convivente purché la stabile convivenza risulti da certificazione anagrafica.

Più schematicamente i 3 giorni di permesso retribuito possono essere fruiti per il decesso:

  • Del coniuge;
  • Di parenti entro il secondo grado (per i quali non occorre il requisito della convivenza): genitori, figli naturali, adottati o affiliati (I grado); nonni, fratelli e sorelle, nipoti di nonni naturali (figli dei figli) (II grado);
  • Di affini di primo grado (per i quali non occorre il requisito della convivenza): suoceri, generi e nuore.
  • Di conviventi stabili: A condizione che la convivenza risulti da certificazione anagrafica.

Ricordiamo che il patrigno (o la matrigna) con figliastri risulta essere un affine di primo grado e, quindi, uno dei soggetti espressamente contemplati dalla disposizione contrattuale in argomento.

I permessi non spettano invece per il decesso di nipoti e/o zii propri (parenti di III grado) o del coniuge (affini di III grado); non spetta neanche per il decesso dei cognati (affini di II grado).

In tutti i casi in cui il permesso non spetti (es. decesso di uno zio o di un cognato), il dipendente può comunque ricorrere alla fruizione dei permessi per motivi personali o familiari (art 15/2 del CCNL comparto Scuola per il personale a tempo indeterminato; art 19 dello stesso Contratto per il personale a tempo determinato).

Per il quesito in questione:

La Cassazione, con sentenza del 7 giugno 1978 n. 2828, ha affermato che la pronuncia di cessazione degli effetti civili del matrimonio non determina la caducazione del vincolo di affinità fra un coniuge ed i parenti dell’altro coniuge.

Pertanto, il dipendente divorziato o vedovo ha diritto ai 3 giorni di permesso retribuito per la morte del  suocero in quanto vi è ancora vincolo di affinità.

Nel quesito però si omette un dato importante: la docente si è risposata?

In questo caso se il dipendente contrae nuovo matrimonio non ha più diritto ai 3 giorni perché il vincolo di affinità sarà con i parenti del secondo coniuge e non più del primo (l’affinità è infatti il vincolo che unisce un coniuge ed i parenti dell’altro coniuge).

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