Pensione: modalità e i tempi di liquidazione del TFS/TFR

Giovanni – Sono un docente 27/01/51 e il 1/9/2014 maturo in totale 39 anni di servizio;  fermo restando il calcolo della pensione maturata, per quanto concerne la  riscossione  del  tfs, ho delle note molto contrastanti. vi chiedo di voler cortesemente fornire tutti i ragguagli in merito in attesa porgo distinti saluti.

FP – Gentile Giovanni,

negli ultimi anni e con la precisione dal 2010, la modalità e i tempi di liquidazione del TFS/TFR ha subito molteplici cambiamenti

L’ultimo intervento è contenuto nella cosiddetta Legge di Stabilità 2014.

L’art. 1 comma 484 e 485 della suddetta legge:

– ha esteso la modalità di pagamento rateale del TFS/TFR dei dipendenti pubblici per prestazioni di importo superiore ad € 50.000;

– ha innalzato da 6 a 12 mesi il termine di pagamento delle prestazioni di cui sopra.

Lo stesso comma precisa che quanto sopra affermato si applica ai dipendenti che cessano dal servizio dal 1/1/2014, maturando i requisiti per il pensionamento a partire dalla stessa data.

Con il messaggio n. 996 del 17/01/2014, l’Inps ha precisato che le suddette novità legislative non riguardano i dipendenti:
1) cessati entro il 31/12/2013;
2) cesseranno dal servizio dal 1/1/2014 ma con diritto a pensione maturato entro il 31/12/2013;
3) cesseranno dal servizio per inabilità  a decorrere dal 1/1/2014, a condizione che l’importo lordo complessivo sia inferiore o pari ad € 50.000.

Pertanto a regolamentare la tempistica della liquidazione dell’indennità di buonuscita, dei suddetti  tre punti, è il D.L. 138 del 13/8/2011 convertito nella L. n. 148 del 14/9/2011 (art. 1 commi 21 e 23).

La circolare INPDAP n. 16 del 9/11/2011, riprendendo  i dettati legislativi di cui sopra, sintetizza e individua la liquidazione del TFS secondo la causa di cessazione:

1) Termine breve: entro 105 giorni dalla cessazione

In caso di cessazione dal servizio per inabilità o per decesso, continua a trovare applicazione il termine breve che prevede che la prestazione debba essere liquidata entro 105 giorni dalla cessazione. In particolare, si ricorda che l’ente datore di lavoro è tenuto a trasmettere all’Inpdap la documentazione necessaria entro 15 giorni dalla cessazione del dipendente; questo Istituto, a sua volta, provvede a corrispondere la prestazione, o la prima rata di questa, entro i tre mesi successivi alla ricezione della documentazione stessa. Decorsi questi due periodi (complessivamente pari a 105 giorni) sono dovuti gli interessi;

2) Termine di sei mesi

La prestazione non può essere liquidata e messa in pagamento prima di sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro quando questa è avvenuta per:
– raggiungimento dei limiti di età o di servizio previsti dagli ordinamenti di appartenenza (compreso il raggiungimento della massima anzianità contributiva a fini pensionistici ed il collocamento a riposo d’ufficio disposto dall’amministrazione di appartenenza);
– cessazioni dal servizio conseguenti all’estinzione del rapporto di lavoro a tempo determinato per raggiungimento del termine finale fissato nel contratto stesso (cfr. circolare n. 30 dell’1/8/2002 che ha chiarito che questa casistica è equiparata all’ipotesi di cessazione per limiti di servizio).
Nei casi rientranti nel termine in esame l’Inpdap non può procedere alla liquidazione e al pagamento della prestazione, ovvero della prima rata di questa, prima che siano decorsi sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro, Decorso tale termine, l’istituto deve mettere in pagamento la prestazione entro 3 mesi. Decorsi questi due periodi (complessivamente pari a 270 giorni) sono dovuti gli interessi;

3) Termine di 24 mesi

La prestazione non può essere liquidata e messa in pagamento prima di 24 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro, quando questa è avvenuta per cause diverse da quelle sopra richiamate, anche nell’ipotesi in cui non sia stato maturato il diritto a pensione.

Tra queste cause si ricordano in particolare:
– le dimissioni volontarie;
– il recesso da parte del datore di lavoro (licenziamento, destituzione dall’impiego, ecc.).

Nella fattispecie, visto che i requisiti per la pensione li matura entro il 31/12/2011 (quota 96), lei rientra nella casistica individuata al  punto 2 della circolare  INPDAP n. 16 del 9/11/2011 ovvero 6 mesi dalla pensione.

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