Permessi legge 104/92: il caso del dipendente che assiste più disabili

Maria – sono un’assistente amministrativa a tempo indeterminato ho usufruito per quasi 2 anni dei 3 giorni al mese per la  l.104 di mia madre, di anni 80 affetta da Parkinson,purtroppo adesso la situazione e’ cambiata poiche’ mio marito si e’ ammalato di SLA ed ha bisogno di assistenza ancor piu’ di mia madre, vorrei sapere se durante il mese posso cumulare i permessi dei tre giorni cioe’ 3+3 o se posso trasferire il beneficio della l.104 di mia madre a mia figlia che anche lei lavora a scuola o se  posso eventualmente fruirla ad ore cioe’ 36 nell’arco del mese. Ho chiesto un parere all’INPS di Catania ma sono stati molto vaghi, ti prego gentilmente di darmi il tuo parere. Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentile Maria,

ai sensi delle circolari INPS, 6 marzo 2012, n. 32 e del Dipartimento Funzione Pubblica, 3 febbraio 2012, n. 1:

L’art. 6 del d.lgs. n. 119/2011 restringe la platea dei legittimati alla fruizione dei  permessi per l’assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave.

Infatti, in base al nuovo periodo aggiunto al comma 3 dell’art. 33 della legge n. 104 del 1992, “Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado oppure entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.”.

Tale disposizione contempla la fattispecie in cui lo stesso lavoratore intenda cumulare i permessi per assistere più disabili in situazione di gravità.

La norma va intesa nel senso che il cumulo di più permessi in capo allo stesso lavoratore è ammissibile solo a condizione che il familiare da assistere sia il coniuge o un parente o un affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora uno dei genitori o il coniuge della persona disabile in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni o siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

In base a tale norma non è mai ammessa la cumulabilità nel caso in cui anche il “secondo” familiare da assistere sia un parente o un affine di terzo grado (zii o bisononni), nemmeno nel caso in cui il coniuge o il genitore siano deceduti o mancanti o invalidi o abbiano compiuto i 65 anni.

Pertanto, dal momento che stai assistendo un parente di I grado (madre) e chiedi di assistere il coniuge, è ammessa la cumulabilità dei permessi.

Per ciò che riguarda i permessi ad ore invece che a giorni puoi leggere questo articolo.

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