Scuola primaria: La non ammissione dell’allievo alla classe successiva deve essere assunta all’unanimità

Andrea – Si può bocciare in prima elementare? Mie colleghe hanno un alunno che, ad oggi, ha seri problemi a leggere e scrivere. Ha raggiunto solo ora, con estrema fatica e con continuo supporto della scuola, gli obiettivi minimi per l’accesso alla classe prima. I genitori, il padre soprattutto, appena ha sentito “ripetere la classe” si è dichiarato contro. Come si fa? Si manda in seconda uno che a fatica riesce a fare quello che i compagni  facevano a ottobre? Ci vuole per forza il consenso dei genitori oppure gli insegnanti hanno ancora il potere e il dovere di capire chi sia sensato fermare per evitare l’anno successivo di ripetere la classe prima però stando in classe seconda, a svantaggio anche degli altri che ovviamente non potrebbero esser seguiti adeguatamente, e a svantaggio dell’alunno stesso che ai vedrebbe ogni giorno più indietro rispetto ai compagni, come già ora accade? La legge cosa dice? Dobbiamo per forza avere il permesso dei genitori per fare il nostro lavoro?

Paolo Pizzo – Gentilissimo Andrea,

il riferimento normativo per la scuola primaria è l’ articolo 3, comma 1bis della  legge 169/2008:

“Nella scuola primaria, i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.”

Pertanto, la non ammissione alla classe successiva è consentita, anche se in via eccezionale  e  adeguatamente giustificata da specifici motivi, con assunzione  all’unanimità.

L’assunzione della decisione riguarda la sola componente docenti.

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