Pensione e calcolo delle ore eccedenti

Pietro  – sono docente a tempo indeterminato nella scuola media e dal prossimo primo settembre andrò in pensione (di vecchiaia, secondo la vecchia normativa). In data 8/10/2013 ,a decorrere dalla medesima data e fino al 31 agosto 2014, mi è stato conferito dal dirigente scolastico l’incarico per n. 4 ore d’insegnamento, in aggiunta all’orario d’obbligo di 18 ore, ai sensi del comma 4 art. 22 Legge 448/2001. All’ufficio provinciale del tesoro hanno prospettato il dubbio che l’incarico debba essere fino al giugno 2014. Quale è la situazione di diritto?In che modo ciò incide sulla pensione e sulla buonuscita?Grazie.

FP – Gentile Piero,

in merito alla sua richiesta , si precisa che gli spezzoni pari o inferiori a 6 ore settimanali, derivanti da classi collaterali in organico di diritto o in organico di fatto da esoneri o part-time di docenti di ruolo, non fanno parte del piano di disponibilità provinciale, ma restano nella disponibilità dell’istituzione scolastica che le attribuisce, con il consenso degli interessati, al personale in servizio.

Per quanto riguarda la durata e il pagamento dei contratti relativi alle suddette ore, si chiarisce che:

– per il personale di ruolo bisogna nel contratto indicare l’esatta tipologia delle ore, precisando cioè se le stesse siano comprese nella cattedra e quindi considerate strutturali, oppure se derivino da spezzoni autorizzati su classi collaterali.

In entrambi i casi il relativo contratto con personale a tempo indeterminato deve essere stipulato fino al 31/08.

– per il personale  non di ruolo, il contratto sarà stipulato fino al 31/08 se conferito a supplenti annuali su posto vacante e fino al 30/06, in caso di supplenti temporanei nominati su posto non vacante ma disponibile fino al termine delle attività didattiche.

A conferma di quanto appena detto, si cita la circolare della Ragioneria Territoriale di Benevento – prot. 21456 del 13/12/2013, nella seguente parte:

“Tenuto conto, inoltre, che il compenso per le due tipologie di ore eccedenti fisse e continuative (di cattedra e collaterali) deve essere conteggiato anche ai fini del calcolo della tredicesima mensilità, in proporzione all’effettiva durata della nomina (riconoscendo, in tal modo, la natura stipendiale unitaria ed infrazionabile della retribuzione spettante ai docenti con orario di cattedra eccedente, in modo non eventuale, le 18 ore settimanali), si deduce che, se l’incarico è conferito a docenti con contratto a tempo indeterminato, la liquidazione di tali prestazioni eccedenti andrà computata fino al 31 agosto; diversamente, se trattasi di docenti con contratto a tempo determinato, detto compenso andrà calcolato fino al 31 agosto, se supplenti annuali con incarico su posto vacante, e fino al 30
giugno, se supplenti su posto soltanto disponibile”.

Per quanto concerne l’incidenza del compenso di cui sopra, ai fini pensionistici, si precisa che:

se le ore eccedenti sono in esecuzione di un preciso obbligo istituzionale con carattere fisso e continuativo (come sembra), il relativo compenso è valido ai fini dell’indennità di buonuscita ed è utile per la misura della quota di pensione.

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