Pensione: perplessità su quanto dichiarato dal’ATP di competenza. Chiarimenti per la scuola

Scuola – Un docente che compirà 65 anni di età il 9/4/2014 e che possedeva  al 31/12/2011 i seguenti requisiti (regime previgente legge Fornero): anagrafico    anni 62 mesi 8 giorni 21 contributivo  anni 37 mesi10 giorni 13 ai sensi dell’art.1, comma 17, del D.L. n.138/2011 convertito, con modifiche, dalla Legge 14/09/2011 n.148, dichiara la propria disponibilità alla permanenza in servizio oltre i limiti di età. Tale dichiarazione é stata inviata all’Ufficio scolastico competente, corredata dalle motivazioni scritte addotte dal Dirigente scolastico nel richiedere che tale docente possa permanere in servizio (grande professionalità e competenza  fondamentale e insostituibile nella gestione di softwares utilizzati per l’insegnamento di materie curricolari nell’indirizzo, di nuova istituzione, Design del Liceo artistico).

L’Ufficio scolastico  dichiara che la domanda non può essere accolta in quanto il docente é soggetto al regime pensionistico previgente avendo maturato i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31/12/2011 e pertanto sarà collocato a riposo d’ufficio dal 1/9/2014. A prescindere dal fatto che l’anzianità contributiva al 31/8/2013 risulta anni 39 mesi 6 giorni 13 e non anni 40, si chiede, entro quale data tale quarantennio debba essere compiuto, per essere di preclusione ad un eventuale accoglimento della domanda di mantenimento in servizio oltre i limiti di età. Nell’istanza di di ricongiunzione, si deve espressamente indicare che si tratta di periodi di contribuzione figurativa (quali contributi per la disoccupazione).

FP – Gentile Scuola

la normativa vigente dispone che la  cessazione d’ufficio deve avvenire per:

– età anagrafica;

– anzianità contributiva.

Sono dimessi d’ufficio, coloro che:

1) entro il 31/8/2014 compiono 65 anni e contemporaneamente in possesso dei requisiti maturati entro il 31/12/2011 della normativa previgente.

Di seguito si indicano i requisiti “pre Fornero”:

– quota 96 (60/36 o 61/35)

– 40 anni di contributi

– pensione di vecchiaia con 65 anni di età per gli uomini e 61 anni di età per le donne con un minimo di 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se in servizio prima del 31/12/1992;

2) entro il 31/8/2014 compiono 66 anni e 3 mesi non in possesso dei requisiti di cui al punto1;

3) sono stati già destinatari di trattenimento in servizio concesso fino al 31/8/2014;

4) raggiungono una anzianità contributiva al 31/8/2014 di 42 anni e 6 mesi per glio uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne.

Il caso specifico rientra nella casistica individuata al punto 1 ovvero:

compie 65 anni entro il 31/8/2014 ed ha maturato il requisito della quota 96 entro il 31/12/2011.

Il trattenimento in servizio concesso ai sensi dell’art. 509, comma 5 del decreto legislativo n. 297/94, non costituisce più oggetto di un diritto potestativo in capo all’interessato, ma di un diritto condizionato dalle valutazioni che l’amministrazione compie in ordine all’organizzazione, al fabbisogno professionale e alla disponibilità finanziaria.

Si precisa che  criteri di valutazione delle istanze di permanenza in servizio, dettati con la Direttiva n. 94 del 4 dicembre 2009, adottata sulla base delle indicazione di cui alla Circolare n. 10 del 2008 del Dipartimento della Funzione Pubblica devono essere applicati in maniera puntuale e motivata.

Tra l’altro bisogna valutare con massima attenzione oggettiva, la capienza della classe di concorso, posto o profilo di appartenenza, non solo per evitare esuberi, ma anche nell’ottica di non vanificare le aspettative occupazionali del personale precario.

Resta comunque inteso, che sono in seno all’ Ufficio Scolastico territoriale  le osservazioni finali.

Si resta perplessi su quanto dichiarato dall’ufficio Scolastico Territoriale nella parte: “raggiunto l’anzianità contributiva massima di 40 anni”.

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