BES: per chi, quando e come

Maria – Gentile direzione, insegno italiano e storia in una V classe del liceo del liceo delle scienze sociali e vorrei sottoporvi un caso su cui il consiglio di classe si è diviso. Nella classe in questione è presente un’alunna visibilmente anoressica con problemi di studio e di apprendimento; il 3° anno le è stata consigliata una consulenza psicologica (interna alla scuola)alla quale si è sottoposta malvolentieri, si è assentata spesso dalle lezioni ma è stata sempre aiutata sia dai docenti che dal gruppo classe.

Lo scorso anno si è assentata molto ma ha presentato dei certificati medici ed è riuscita ad arrivare in quinta. Quest’anno si è assentata nei mesi di Nov, Dic e Gen, non ha svolto alcuna verifica e i genitori hanno presentato certificato medico per il mese di Gennaio.

Rientrata in classe il 10 Febbraio vi rimane un solo giorno perchè spaventata dal piano di recupero dei debiti che i docenti le propongono e si riassenta. I genitori e alcuni docenti sostengono che è un caso BES perchè sta male psicologicamente ( dagli esami clinici non risulta nulla, nè alcuna diagnosi ci è pervenuta).

Chiedo è possibile ora fare un piano Bes, ammetterla agli esami? Non è un aggirare gli ostacoli e favorire la famiglia? E le altre compagne, magari anch’esse con gravi insufficienze?

Personalmente ritengo che la situazione non possa essere risolta dai docenti e occorra una diagnosi seria ma vorrei sapere cosa prevede nel merito la normativa e come sarebbe auspicabile procedere. Aspetto una vostra risposta

risponde

Maria Vitale Merlo del sindacato SFIDA – Da quanto leggo, non sussistono i presupposti perché l’alunna rientri tra i BES e la nota del MIUR del 22 Novembre 2013 chiarisce eventuali dubbi o contraddizioni di sorta. Eventualmente una decisione del genere, essendo il Consiglio di Classe c autonomo nel valutare il caso, andava presa alla fine di novembre 2013, e non adesso con più di quattro mesi di assenze e solo un mese giustificato con certificato medico.

La citata nota " richiama l’attenzione sulla distinzione tra ordinarie difficoltà di apprendimento, gravi difficoltà e disturbi di apprendimento.

Nella quotidiana esperienza didattica si riscontrano momenti di difficoltà nel processo di apprendimento, che possono essere osservati per periodi temporanei in ciascun alunno.

È dato poi riscontrare difficoltà che hanno un carattere più stabile o comunque, per le concause che le determinano, presentano un maggior grado di complessità e richiedono notevole impegno affinché siano correttamente affrontate.

Il disturbo di apprendimento ha invece carattere permanente e base neurobiologica.

La scuola può intervenire nella personalizzazione in tanti modi diversi, informali o strutturati, secondo i bisogni e la convenienza; pertanto la rilevazione di una mera difficoltà di apprendimento non dovrebbe indurre all’attivazione di un percorso specifico con la conseguente compilazione di un Piano Didattico Personalizzato.

La Direttiva ha voluto in primo luogo fornire tutela a tutte quelle situazioni in cui è presente un disturbo clinicamente fondato, diagnosticabile ma non ricadente nelle previsioni della Legge 104/92 né in quelle della Legge 170/2010.

In secondo luogo si sono volute ricomprendere altre situazioni che si pongono comunque oltre l’ordinaria difficoltà di apprendimento, per le quali dagli stessi insegnanti sono stati richiesti strumenti di flessibilità da impiegare nell’azione educativo-didattica."

L’alunna non è certificata e la scuola, solo in presenza di certificazioni, può individuare strumenti compensativi e/o dispensativi e adottare particolari strategie didattiche. Le assenze hanno compromesso l’anno, non penso che una forzatura ( perché di questo si tratterebbe) potrebbe aiutare la ragazza, che ha ben altri problemi da risolvere..

Appurato che l’alunna non rientra tra i BES, la famiglia (e solo la famiglia) dovrebbe far sottoporre la figlia a visita presso l’equipe di neuropsichiatria di riferimento, per ottenere almeno una relazione corposa che possa consentire al Cdc di intervenire diversamente anche senza docente di sostegno.

Per fare questo passaggio è necessario che la ragazza collabori, se oppositiva si rischia l’effetto contrario. Con questo non dico che la scuola debba "lavarsi" le mani, ma la norma è chiara in merito. Il DPCM 185 prevede che qualsiasi richiesta di certificazione debba partire dalla famiglia.

Tutto questo, ovviamente, è valido per il prossimo anno.

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