PAS A033 Lombardia: un corso annuale compresso in 3 mesi penalizza didattica e candidati costretti a full immersion

Daniela – Buongiorno, ho alcuni quesiti da sottoporre relativamente al PAS per la classe A033 in Lombardia. Dopo mesi di silenzio e tentennamenti, a metà marzo è stata attivata la possibilità di seguire presso eCampus.
Tuttavia, il percorso pensato come ANNUALE dal decreto n. 58 del 2013 viene di fatto compresso a soli tre mesi e mezzo (da aprile a metà luglio) comprendendo 288 ore di lezione (di cui 192 in modalità e-learning), dieci
esami e prova finale.

Secondo voi è normativamente possibile e corretto comprimere in questo modo il percorso formativo proposto tenuto conto che, alla luce del calendario divulgato, anche i permessi per il diritto allo studio risulteranno di
scarso aiuto?

Mi pare che in altre regioni (es. Emilia Romagna) vi sia stato uno scaglionamento su più annualità: dato che in Lombardia vi sarebbero 403 candidati qual è il motivo per cui non è stata ipotizzata questa soluzione anche per l’A033?

Sarebbe possibile per una residente in Lombardia, a questo punto, iscriversi presso una Regione che propone lo scaglionamento al prossimo anno?

Chiedo ingenuamente anche: dato che il percorso viene ridotto a pochi mesi (tra l’altro con ben 192 ore da fruire a casa) per quale ragione non è stata ipotizzata una riduzione della quota da versare? Molti costi in fondo
saranno a nostro carico…

Purtroppo, dopo molte riflessioni, ho deciso di rinunciare (per ragioni legate al mio attuale contratto di lavoro, per ragioni logistiche legate agli spostamenti e, non ultime, per ragioni economiche), tuttavia credo che
queste domande abbiano (per quel che vale) un senso… Grazie per il supporto che fornite.

Lalla – gent.ma Daniela, riteniamo che la scelta dell’Università derivi dalla volontà di non penalizzare i candidati che, stando al decreto n. 45 del 22 luglio 2013, entro il mese di luglio 2014 dovrebbero essere in possesso dell’abilitazione. L’Università cioè si fa carico delle inadempienze degli Uffici Scolastici e più di tutti del Ministero, che hanno approntato il corso con ritmi molto lenti, organizzazione confusionaria, con problemi ancora irrisolti.

Il risultato è stato quello di penalizzare la didattica, oltre che come dici tu, non permettere ad alcuni candidati la full immersion, mentre un corso annuale, con ritmi più distesi avrebbe permesso un’organizzazione logistica migliore per i candidati.

Che dire? Al momento non è possibile dire chi abbia ragione, certo il perdere il senso del corso, cioè una seria formazione iniziale degli insegnanti, è grave (fermo restando che ci sono università, situazioni, corsi in cui questa sarà comunque garantita, con notevole sforzo sia da parte degli insegnanti che dei candidati).

Per quanto riguarda il trasferimento in altra regione che erogherà il corso nell’a.a. 2014/15, tale possibilità non è contemplata nella normativa, in quanto residuale (molto più diffuso trovare invece docenti che vorrebbero avere l’abilitazione già dal 2013/14) , tuttavia potrebbe non essere peregrina, e anche di fronte ad una risposta negativa di oggi (se deciderai di non seguire comunque il corso), non è detto che il prossimo anno non potranno esserci ripensamenti, magari se rimarranno posti vuoti rispetto alla disponibilità delle Università.

Posted on by nella categoria Diventare insegnanti
Versione stampabile
ads ads