Graduatoria interna di istituto e legge 104/92. Chiarimenti per la scuola

Scuola – pervengono a scuola certificazioni sanitarie, ai fini dei permessi per l. 104, dove viene riconosciuto soltanto l’ art. 3 comma 3. E’ sufficiente per la fruizione dei permessi e per  l’esclusione dalla graduatoria d’istituto? Un’altra certificazione riporta :  Dati anamnestici – GIA’ ART. 21 CON REV. A 1 ANNO ACCERTAMENTO HANDICAP ART. 3 COMMA .

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

i permessi retribuiti per handicap sono attribuiti solo al lavoratore che assiste un familiare a cui è stata riconosciuta la disabilità grave ovvero a condizione che l’handicap del familiare abbia la connotazione di gravità, come precisato al comma 3 dell’art. 3 della L.104/92:

La minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione”.

Mentre per l’esclusione dalla graduatoria interna di istituto basta anche l’art. 21 legge 104/92 e il riconoscimento di un’invalidità superiore ai 2/3 (anche se i due elementi,che devono necessariamente coesitere, risultano da due certificazioni distinte).

Pertanto, con l’art. 3 comma 3 si hanno sia i 3 giorni al mese che l’esclusione dalla graduatoria interna di istituto, con il comma 1 non si ha diritto ai 3 gg. al mese ma si potrebbe avere diritto all’esclusione dalla graduatoria interna di istituto solo a condizione che sia riconosciuta anche un’invalidità superiore ai 2/3.

Per ciò che riguarda la rivedibilità l’art. 7/2 del CCNI la prevede solo per l’assistenza al familiare disabile affermando: L’esclusione di cui al punto V) in caso di assistenza al coniuge o ai figli con disabilità si applica anche in caso di patologie modificabili nel tempo (certificazione di disabilità “rivedibile”) purché la durata del riconoscimento travalichi il termine di scadenza per la presentazione delle domande di mobilità volontaria.

Già l’USR Calabria con nota 8012/2009 affermava:

si esprime il parere che l’indicazione di “rivedibilità” della situazione di handicap non esclude l’attribuzione delle precedenze e ciò in quanto una diversa interpretazione contrasterebbe con i presupposti del riconoscimento della situazione di handicap, poiché l’art. 3. comma 3, richiede la necessità di “un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale”. Pertanto deve ritenersi che il concetto di “rivedibilità” prevede la salvaguardia di interessi generali meritevoli di tutela, senza  comprimere il diritto tutelato dalla Legge 104/92.”

Si legga comunque l’art. 9 del CCNI 2014/15 per ciò che riguarda le certificazioni.

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