Permessi per motivi personali e motivazioni a supporto della richiesta

Alessandra – sono una docente assunta a tempo indeterminato e lavoro c/o un istituto superiore.  Vorrei sapere se la richiesta di un giorno di permesso retribuito per motivi familiari o personali (da documentare anche con autocertificazione) debba rientrare in una casistica specifica di motivazioni. Nel caso specifico avrei bisogno di tale giorno di permesso per recarmi ai ricevimenti individuali mattutini c/o la scuola di mia figlia  Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Alessandra,

L’art. 15, comma 2 del CCNL comparto Scuola prevede che il personale docente, educativo ed ATA assunto a tempo indeterminato ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione.

Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, (solo) i docenti possono fruire di sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma.

Il dipendente è tenuto a presentare con un ragionevole anticipo (a meno di motivi urgenti e imprevedibili) richiesta di congedo redatta per iscritto, in carta semplice, indirizzata al proprio dirigente scolastico contenente la ragione per cui è richiesto il permesso e la durata dell’assenza.

I motivi possono anche essere esplicitati al dirigente in forma riservata. Quest’ultimo, infatti, in qualità di capo di istituto è tenuto al segreto d’ufficio.

In casi particolari, eccezionali, involontari o imprevedibili che rendono impossibile la richiesta scritta del permesso con un ragionevole anticipo, il dipendente ha l’obbligo di comunicare  tempestivamente alla scuola servizio (anche tramite fonogramma) l’assenza, indicandone la durata e i motivi a supporto della richiesta.

I motivi familiari e personali non devono essere “particolari” o “gravi”, né è indicato dalla norma che devono essere obbligatoriamente documentati o certificati (possono infatti essere autocertificati).

Non esiste però una casistica di “motivi personali o familiari”.

Le esigenze del lavoratore possono identificarsi con tutte quelle situazioni configurabili come meritevoli di apprezzamento e di tutela secondo il comune consenso, in quanto attengono al benessere, allo sviluppo ed al progresso dell’impiegato inteso come membro di una famiglia o anche come persona singola (Corte Conti, sez. contr., 3 febbraio 1984, n.1415).

Alla luce di tale configurazione, pertanto, non deve necessariamente trattarsi di motivi o eventi gravi (con la connessa attribuzione all’amministrazione di un potere di valutazione della sussistenza o meno del requisito della gravità), ma piuttosto di situazioni o di interessi ritenuti dal dipendente di particolare rilievo che possono essere soddisfatti solo con la sua assenza dal lavoro.

Pertanto, i motivi possono essere diversi e di varia natura: nascita del proprio figlio, testimonianza giudiziale non resa in favore dell’amministrazione, visite specialistiche, testimone di nozze o matrimonio di un familiare o di un amico, accompagnamento di un familiare dal dentista, ad una visita medica, all’aeroporto, effettuazione di un trasloco o più semplicemente prestare assistenza ad un parente o andare a trovare la propria figlia in altra città.

Tale permesso può essere altresì fruito in quei casi eccezionali, involontari e imprevedibili: es. presenza di ghiaccio o neve, oppure la foratura della gomma dell’auto, lo sciopero o un guasto dei mezzi di trasporto, comunque per tutte quelle cause non imputabili al dipendente che non permettono di raggiungere la sede di servizio per l’intera giornata mentre la scuola è aperta e si svolgono le normali attività di servizio e di insegnamento.

Potrai quindi autocertificare il permesso con le motivazioni espresse nel quesito. In ogni caso non esiste possibilità di diniego.

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