Supplenze: richiesta di congedo parentale, retribuzione dei mesi estivi anche se il docente non ha svolto i 180 gg. di servizio. Chiarimenti per la scuola

Scuola – Una nostra insegnante supplente annuale (contratto di lavoro fino al 31 agosto 2014) non ha mai assunto effettivo servizio. E’ rimasta assente per astensione obbligatoria e, continuativamente, ha usufruito di 180 gg. di congedo parentale art. 32 per lo stesso bambino, fino al 30 aprile 2014. Adesso ci ha comunicato che vorrebbe usufruire di ulteriori giorni di congedo parentale art. 32 relativi al 1^ figlio. Le nostre domande sono queste: 1) può presentare domanda di congedo parentale senza tornare effettivamente in servizio? 2) in caso positivo, nella richiesta deve essere incluso anche il 1^ maggio festivo? 3) ha diritto al pagamento dei mesi estivi se non ha prestato 180 gg di servizio validi a tale scopo? Forse sono domande banali, ma cercando su internet si trova di tutto e noi poveri assistenti amministrativi siamo veramente abbandonati a noi stessi. Ringrazio per la competenza e la cortesia che sempre dimostrate.

Paolo Pizzo  – Gentile Scuola,

in merito ai quesiti si precisa quanto segue:

1. Non esiste nessuna normativa che obblighi il docente a rientrare in servizio tra un’assenza e un’altra.  Pertanto, la docente può fruire del periodo di congedo parentale purché rispetti i termini di preavviso dei 15 gg. o delle 48 ore così come indicato nell’art 12 del CCNL/2007.

2. Il 1 maggio a parere di chi scrive non deve essere incluso nell’assenza in quanto è vero che si tratta di stesso congedo ma è riferito a due figli diversi.

3. Si precisa che l’art. 527 del T.U. 297/94 si ritiene superato. Tale articolo precisava che al supplente annuale il cui servizio sia cominciato non più tardi del 1° febbraio e sia durato fino al termine delle operazioni di scrutinio finale, e a quello che abbia prestato servizio per almeno 180 giorni, anche se non continuativi, e che si trovi in servizio al termine delle operazioni di scrutinio finale, il predetto trattamento economico è dovuto fino al termine dell’anno scolastico.

Ora la durata del contratto dei supplenti è regolata dal DM 131/07 (regolamento delle supplenze):

L’art. 1 comma1 afferma che ai sensi dell’articolo 4, commi 1, 2 e 3, della legge 3 maggio 1999, n. 124, di seguito denominata “legge”, nei casi in cui non sia stato possibile assegnare alle cattedre e ai posti disponibili personale di ruolo delle dotazioni organiche provinciali, personale soprannumerario in utilizzazione o, comunque, a qualsiasi titolo, personale di ruolo, si provvede con:

  • supplenze annuali per la copertura delle cattedre e posti d’insegnamento vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre e che rimangano presumibilmente tali per tutto l’anno scolastico.
  • supplenze temporanee sino al termine delle attività didattiche per la copertura di cattedre e posti d’insegnamento non vacanti, di fatto disponibili entro la data del 31 dicembre e fino al termine dell’anno scolastico e per le ore di insegnamento che non concorrano a costituire cattedre o posti orario.
  • supplenze temporanee per ogni altra necessità di supplenza diversa dai casi precedenti, secondo quanto specificato all’articolo 7 (graduatorie di istituto).

Il comma 7 che:

Il conferimento delle supplenze si attua mediante la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato, sottoscritti dal dirigente scolastico e dal docente interessato, che hanno effetti esclusivi dal giorno dell’assunzione in servizio e termine:

  • per le supplenze annuali il 31 agosto;
  • per le supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche, il giorno annualmente indicato dal relativo calendario scolastico quale termine delle attività didattiche;
  • per le supplenze temporanee l’ultimo giorno di effettiva permanenza delle esigenze di servizio.

Come si sa tali supplenze sono di competenza della DPT e non della scuola, la quale non può quindi decidere se pagare o no i supplenti nei mesi estivi. Tale pagamento dipende infatti dal contratto stipulato dal docente (quale docente viene infatti pagato nei mesi estivi quando il contratto arriva fino al termine delle lezioni compreso gli scrutini?).

In conclusione, il contratto al 31/8 presuppone il pagamento dello stipendio fino a tale data indipendentemente se il docente abbia o meno effettuato i 180 gg di servizio, di conseguenza l’art. 527 prima citato è ormai superato e non può essere più applicato.

Si è a conoscenza di alcune risposte sindacali ancora a favore di tale articolo così come lo riportano anche alcuni manuali che si occupano di argomenti scolastici soprattutto da un punto di vista contabile (di solito redatti da DSGA), ma ciò non può essere più applicato escluso ovviamente il caso in cui per i mesi estivi il docente richieda un’aspettativa o un congedo non retribuiti.

Se quindi la docente dovesse terminare il congedo parentale a giugno, i mesi di luglio e agosto le dovranno essere retribuiti al 100%.

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