3 giorni di permesso per motivi personali: il Dirigente non può negarli, ma il dipendente dovrebbe prendere l’abitudine di richiedere la fruizione per iscritto

Giuseppe – Sono una docente a tempo indeterminato nella scuola primaria, ho necessita’ di capire se ci sono nuove disposizioni normative che limitano il diritto riconosciuto ad oggi dal CCNL di usufruire, su richiesta, dei giorni di permesso per motivi personali e familiari. Ho chiesto al Dirigente della scuola dove presto servizio di usufruire di due giorni per far fronte ad un trasloco e ho ricevuto risposta verbale, tramite  l’applicata di segreteria, di diniego. Confidando in un vostro prezioso riscontro, ringrazio e saluto.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Giuseppe,

la norma non è cambiata ma c’è qualcosa che comunque non va e che dobbiamo imparare a non fare (non sei il primo caso e per questo mi permetto di dirlo).

Partiamo intanto dalla normativa.

L’art. 15, comma 2, del CCNL/2007 prevede che il dipendente (docente e ATA) ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione. Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, i docenti possono fruire di sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma.

Si precisa quanto segue:

  • Non è prevista dal Contratto la valutazione o la discrezionalità del dirigente sulle motivazioni addotte dal richiedente il permesso;
  • Non vi è nel Contratto (né in nessuna altra norma di legge) un’elencazione precisa di quali siano i motivi personali e/o familiari per cui è possibile fruire dei permessi;
  • Diverse sentenze dei tribunali e l’ARAN hanno chiaramente decretato che non vi è nessuna discrezionalità del dirigente nella concessione del permesso.

Pertanto, l’“apprezzabilità” o la “validità” dei motivi per cui il dipendente chiede di fruire del permesso non compete al dirigente. Quest’ultimo, infatti, deve limitarsi a un mero controllo di tipo formale.

Detto questo, mi permetto di dire che intanto non è la segreteria il tuo interlocutore né tanto meno i permessi possono essere richiesti verbalmente.

Facendo così è come se non mettessi in pratica il tuo diritto di ottenere il permesso.

Devi quindi produrre richiesta scritta (facendola protocollare) indicando il giorno in cui intendi fruirne e autocertificare i motivi a supporto della richiesta (ovvero il trasloco che devi effettuare), dopodiché il Dirigente se vorrà negarti il permesso non solo lo dovrà mettere per iscritto ma dovrà anche indicare i motivi del diniego.

Il Dirigente non può “verbalmente” e  “tramite segreteria”  rapportarsi con i dipendenti sulla fruizione dei diritti di questi ultimi sanciti dal Contratto, ma è anche vero che se non c’è da parte del dipendente una richiesta scritta…

Posted on by nella categoria Permessi e aspettative
Versione stampabile
ads ads