Assenza per grave patologia. Chiarimenti per la scuola

Scuola – una docente a tempo indeterminato che è assente  dall’inizio dell’anno scolastico per motivi di salute. Ormai al limite  delle assenze concesse dalla normativa vigente, si chiedeva quale  certificazione potesse produrre per evitare il computo dei giorni di  malattia, essendo una patologia invalidante con diagnosi dell’ortopedico  “Algodistrofia con necrosi della testa del femore con rischio intervento  di protesi dello stesso”, che non richiede però terapie salvavita. Come si deve comportare? quale iter seguire? l’ente a cui rivolgersi? L’ortopedico dice che a Settembre inizierà la pratica d’invalidità. Visto che comunque è una patologia invalidante fisicamente.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

come afferma la circolare n. n. 3059/2013 dell’ATP di Bari: In assenza di una specifica elencazione di malattie comprese nella dizione “gravi patologie”, la valutazione della gravità non può essere rimessa al dirigente scolastico ma deve essere preventivamente accertata e certificata dalla competente ASL.

A tal proposito sempre la suddetta circolare afferma che può trattarsi anche del medico curante o di uno specialista che opera presso gli ambulatori ASL che attesti la grave patologia.

Dopodiché dalla certificazione in possesso del dipendente e da presentare a scuola (anche in modalità online) deve emergere chiaramente che la condizione morbosa è assimilabile ad una patologia grave, per la quale è necessaria l’effettuazione di terapie salvavita. L’assenza dal servizio sarà poi giustificata di volta in volta dalla struttura o dal medico che fornisce le singole prestazioni secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Sotto tale ultimo profilo, infatti, la norma contrattuale (art. 17 comma 9 del CCNL/2007) non richiede solo la presenza di particolari patologie, ma anche la contestuale necessità di ricorso alle terapie salvavita: i due elementi, tra loro inscindibili, costituiscono il presupposto per l’applicazione della disciplina più favorevole.

Perché il dipendente possa invocare l’applicazione dei benefici di cui all’art. 17 comma 9 (esclusione dal computo dei giorni di assenza per malattia e retribuzione al 100%), quindi, non è sufficiente che sia affetto da una patologia definita grave, ma è necessario che la predetta condizione sia seguita da quella ulteriore di essere soggetta a terapie, ovviamente relative alla patologia medesima, che siano temporaneamente e/o parzialmente invalidanti.

Qualora nella certificazione allegata dal dipendente non si ricavasse l’effettivo espletamento di terapie salvavita, i relativi periodi di assenza verranno fatti rientrare nel consueto ordinario conteggio delle malattie.

Si ricorda inoltre che tali benefici devono essere applicati anche ai casi di ricovero ospedeliaro, day hospital, visite ambulatoriali/specialistiche o per le assenze dovute alle conseguenze certificate delle terapie. Tutto ovviamente solo se riconducibile alla grave patologia certificata.

Pertanto, se l’assenza della dipendente non rientra in questi casi i giorni di assenza rientrano nel periodo di comporto.

Posted on by nella categoria Assenze
Versione stampabile
ads ads