Visite specialistiche: cominciano le disposizioni unilaterali dei Dirigenti

Severino – il 24 marzo ho consegnato in segreteria una richiesta per poter effettuare una visita specialistica in data 4 aprile. Effettuata la visita,  al momento di giustificare la stessa, mi viene riferito che per le visite effettuate dal 1 aprile in poi, quindi anche la mia, l’assenza non è più imputabile a malattia e per questo motivo devo prendere un giorno di ferie. È giusta la procedura seguita dall’istituto scolastico oppure c’è qualche anomalia? In attesa di un vostro riscontro, porgo distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Severino,

il decreto legge 101, convertito nella legge 125 del 30 ottobre 2013 (legge di stabilità) ha modificato il comma 5-ter dell’art. 55-septies del D.Lgs. 165/2001 e ora prevede testualmente:

“Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici IL PERMESSO È GIUSTIFICATO mediante la presentazione di attestazione, ANCHE IN ORDINE ALL’ORARIO, rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione O TRASMESSA DA  QUESTI ULTIMI MEDIANTE POSTA ELETTRONICA.”

La circolare n. 2/2014 della Funzione Pubblica ha poi specificato che ai sensi della legge in questione per effettuare visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici il dipendente deve fruire dei permessi per documentati motivi personali o in alternativa dei permessi brevi.

La giustificazione dell’assenza avviene mediante attestazione redatta dal medico o dal personale amministrativo della struttura pubblica o privata che ha erogato la prestazione (attestazione di presenza).

Tale attestazione potrà esser inoltrata per via telematica direttamente dal medico della struttura che eroga la prestazione oppure consegnata al dipendente il quale provvederà lui stesso a presentarla alla scuola di appartenenza.

L’attestazione dovrà riportare la qualifica e la sottoscrizione del soggetto che la redige, l’indicazione del medico e/o della struttura presso cui si è svolta la visita o la prestazione, il giorno, l’orario di entrata e di uscita del dipendente dalla struttura sanitaria che ha erogato la prestazione.

La circolare ha poi specificato che NEL CASO DI CONCOMITANZA tra l’espletamento di visite specialistiche, l’effettuazione di terapie od esami diagnostici e la situazione di incapacità lavorativa, trovano applicazione le ordinarie regole sulla giustificazione dell’assenza per malattia.

In questo caso deve essere il medico curante a redigere la relativa attestazione di malattia che viene comunicata all’amministrazione in modalità telematica e, in caso di controllo medico legale, l’assenza dal domicilio dovrà essere giustificata mediante la produzione all’amministrazione, da parte del dipendente, dell’attestazione di presenza presso la struttura sanitaria (salva l’avvenuta trasmissione telematica ad opera del medico o della struttura stessa). Il ricorso all’istituto dell’assenza per malattia comporta la conseguente applicazione della disciplina legale e contrattuale in ordine al trattamento giuridico ed economico.

Abbiamo già espresso molta perplessità su questa circolare che è molto penalizzante per tutti i dipendenti, soprattutto per quelli a tempo determinato i quali non hanno a disposizione neanche un permesso retribuito, pertanto rimaniamo dell’idea che quando la legge parla di “malattia” non può che riferirsi a quella tradizionale che non può essere tramutata in un permesso.

Abbiamo spiegato i nostri motivi in questo articolo.

A mio avviso dovresti rivolgerti ad  un sindacato perché ciò che ha fatto il Dirigente è illegittimo.

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