Interdizione per gravi complicanze della gestazione: la competenza è solo dell’ASL. Chiarimenti e l’iter da seguire

Emanuela – sono un insegnante di scuola primaria assunta a tempo determinato fino al 30/06. Devo presentare domanda di interdizione per gravidanza a rischio e non mi sono chiare alcune cose. Leggendo le vostre risposte ho capito che devo andare alla Asl!? A me il ginecologo mi ha detto di portare il suo certificato alla Direzione Territoriale del Lavoro e loro stessi manderanno avanti la pratica.  Vi sarò grati se potrete darmi più informazioni.

Paolo Pizzo – Gentilissima Emanuela,

con la circolare n. 2 del 16 febbraio 2012 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito dei chiarimenti in merito alle novità introdotte dal D.L. n. 5 del 9 febbraio 2012.

Tale circolare afferma che l’art. 15 del D.L. introduce anzitutto importanti novità in materia di interdizione dal lavoro per le lavoratrici madri, intervenendo sulle competenze accertative e provvedimentali delle Direzioni territoriali del lavoro.

Vanno in particolare segnalate le modifiche al comma 3 dell’art. 17 del D. Lgs. n. 151/2001, secondo le quali alla ASL è devoluta, in via esclusiva, tutta la procedura di interdizione anticipata dal lavoro per “gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose”, compresa l’adozione del provvedimento finale di astensione.

Rimane invece attribuita alla competenza delle Direzioni del lavoro l’istruttoria e l’emanazione del provvedimento di interdizione legata a condizioni pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino e all’impossibilità di spostamento ad altre mansioni.

Al fine di consentire ai competenti servizi delle ASL di organizzare l’attività procedimentale di rilascio dei provvedimenti di astensione per le gravi complicanze della gravidanza, le modifiche in questione trovano applicazione a far data dal 1° aprile 2012.

Pertanto, dal 1° aprile 2012 le gestanti, per richiedere l’astensione anticipata dal lavoro in caso di gravidanza a rischio o rischio di  aborto, si rivolgono solo all’ASL e non più alla Direzione Provinciale del Lavoro.

La durata dell’autorizzazione è legata esclusivamente alla condizione di salute della gestante o al decorso della gestazione in quanto il presupposto del provvedimento consiste in uno stato di salute che non può consentire la prosecuzione dell’attività.

Questo significa che nel corso della gravidanza possono esserci più provvedimenti,  senza soluzione di continuità o interrotti da rientro al lavoro.

Qualora la lavoratrice sia contemporaneamente impiegata con contratto part-time presso più datori di lavoro dovrà essere adottato un provvedimento di interdizione per ciascuno dei rapporti di lavoro instaurati.

Questo l’iter.

Posted on by nella categoria Maternità e Paternità
Versione stampabile
ads ads