Assenze per malattia: Il periodo di comporto varia non solo tra docente di ruolo e non di ruolo, ma anche all’interno della stessa categoria dei precari

Laura – Sono una docente assunto fino al 30 maggio. Ho letto un articolo su un sito che si occupa di materia scolastica in cui è riportato che il docente di ruolo ha diritto a 18 mesi di malattia in cui conserva il posto (i primi 9 mesi sono anche regolarmente retribuiti al 100%). Mentre molto più ridotte sono invece le tutele per il diritto alla malattia per i docenti precari. Infatti nell’art. 19 comma 3 è scritto che il personale docente ed Ata assunto con contratto a tempo determinato per l’intero anno scolastico o fino al termine delle attività didattiche, nonché quello ad esso equiparato ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico.

L’articolo continua affermando che per quanto attiene la retribuzione degli insegnanti precari è specificato nel comma 4 dell’art.19 suddetto che, fermo restando il limite dei 9 mesi in un triennio, in ciascun anno scolastico la retribuzione spettante al personale precario è corrisposta per intero nel primo mese di assenza, nella misura del 50% nel secondo e terzo mese. Per il restante periodo il personale anzidetto ha diritto alla conservazione del posto senza assegni. Non aggiungeva nient’altro. Siccome a scuola mi dicono invece di non abusare con i giorni di malattia (quasi una minaccia…) perché ne ho solo 30 a disposizione e per giunta pagati al 50%, mi chiedevo se ciò fosse vero e se quindi l’articolo in questione per me non è valido. Come stanno le cose?

Paolo Pizzo – Gentilissima Laura,

premettendo che non è mio solito girare su altri siti che si occupano di materia scolastica l’articolo in questione omette sicuramente ciò che riguarda te (probabilmente non era l’oggetto dell’argomento), in quanto la differenza non è solo tra docenti di ruolo e docenti non di ruolo, ma anche all’interno della stessa categoria docente non di ruolo, e non è poca.

Infatti, è vero che i commi 3 e 4 dell’art. 19 affermano che al personale assunto a tempo determinato fino al 30/6 o 31/8 spetta la conservazione del posto per un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico.

Per ciascun anno scolastico, il periodo è così retribuito:

Il primo mese è intermente retribuito;

Nel secondo e terzo mese la retribuzione viene decurtata del 50%.

Per i restanti 6 mesi si ha diritto alla conservazione del posto senza assegni.

È anche vero, però, che non bisogna tralasciare il comma 10 dello stesso articolo il quale è molto chiaro:

Nei casi di assenza dal servizio per malattia del personale docente ed ATA, assunto con contratto a tempo determinato stipulato dal dirigente scolastico spettano 30 giorni di malattia in un anno scolastico pagati al 50% (non interrompono l’anzianità di servizio a tutti gli effetti).

Superato il limite di 30 giorni si avrà la risoluzione del rapporto di lavoro.

Pertanto, come vedi, la differenza è da non sottovalutare.

La scuola ha quindi ragione.

Posted on by nella categoria Supplenze, Assenze
Versione stampabile
ads ads