Graduatoria interna di istituto: l’esclusione per assistenza alla propria madre può essere effettuata se nessun altro familiare fruisce dei 3 gg. al mese

Claudio -mia moglie docente di scuola secondaria superiore convive con la madre in situazione riconosciuta di grave handicap, dopo aver usufruito dei benefici della legge 104 nel 2009, aveva concesso alla sorella non convivente che lavorava in banca nello stesso comune, di usufruire dei benefici della legge. Ora in seguito all’aggravarsi della situazione e del trasferimento lavorativo della sorella in  altro comune, ha deciso, nei primi di marzo del 2014 di presentare la domanda (corredandola naturalmente con il verbale della commissione e la rinuncia formale della sorella).

Tutto bene, finchè nelle graduatorie provvisorie di istituto pubblicate il 17 aprile  non si accorge di non essere stata esclusa. La dirigente ha giustificato la mancata esclusione  con il riferimento alla mancanza del requisito di essere l’unica figlia che ha chiesto di fruire per l’intero anno scolastico dei tre giorni di permesso retribuito. Tale requisito viene indicato nel CCNI art 7 comma 1 titolo V (che riguarda le precedenze per la mobilità ma il requisito  sembrerebbe ripreso dall’art. 2, che riguarda l’esclusione dalla graduatoria di istituto). Mia moglie il prossimo anno non dovrebbe perdere il posto, comunque ora sarebbe ultima in graduatoria; ma è possibile che le cose stiano così? Avrei bisogno di un vostro parere.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Claudio,

le cose stanno così.

La legge di riferimento è sempre la n. 104/1992.

Ai fini dei benefici di cui al quesito e della stessa fruizione dei 3 gg. al mese il dipendente deve produrre una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà dalla quale risulti che sia l’unico componente della famiglia, che assiste il familiare disabile.

Si precisa infatti che nonostante siano stati eliminati i requisiti e i concetti di convivenza, della continuità e dell’esclusività, nella legge 104/92, novellata dalla legge n. 183/2010 e dal D.Lvo 119/2011, è  stato introdotto il concetto di “referente unico” che si identifica con colui che beneficia dei permessi mensili per tutti i mesi di assistenza alla persona con handicap grave con esclusione, quindi, di altri eventuali soggetti (Ministero del lavoro, interpello del 17 giugno 2011, n. 24).

In base alla legge, quindi, viene individuato un unico referente per ciascun disabile, trattandosi del soggetto che assume “il ruolo e la connessa responsabilità di porsi quale punto di riferimento della gestione generale dell’intervento, assicurandone il coordinamento e curando la costante verifica della rispondenza ai bisogni dell’assistito”(Consiglio di Stato – parere n. 5078 del 2008).

Tua moglie, quindi, anche se convivente con la madre, se non è colei che ha titolo ai 3 gg. al mese ovvero di tali giorni ne sta fruendo un altro familiare non ha diritto ad essere esclusa dalla graduatoria interna di istituto perché di fatto risulta che ad occuparsi del disabile è l’altra figlia.

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