Anno di prova: il tutor non deve necessariamente avere competenze specifiche nella disciplina insegnata dal neo immesso in ruolo

Rosetta  – sono stata immessa in ruolo sul sostegno (AD03)in questo mese di aprile.  In base alla nota Miur 1441/14, per i docenti neo immessi in ruolo  giuridicamente dall’1/09/2013 ed economicamente dall’1/09/2014, il corrente  anno è da considerarsi anno di prova purchè il docente neo immesso abbia un  contratto a TD o supplenze di durata superiore a 180gg.  Per l’anno in corso ho un contratto a TD su disciplina affine (A017), quindi  rientrerei in quanto previsto dalla suddetta nota Miur, solo che il mio  Dirigente mi ha fatto notare che io insegno al corso serale e i miei potenziali  tutor sono al diurno (al serale non ci sono docenti di sostegno ed io sono  l’unica della disciplina) e quindi ci sarebbero difficoltà a farmi seguire da  un tutor. Mi potete dire in questo caso qual è la procedura da seguire?  E’ vero che la scuola dovrebbe nominare due tutor, uno per il sostegno e uno  per la disciplina?

Paolo Pizzo – Gentile Rosetta,

La C.M. 267/91 afferma che Il capo di istituto, su designazione del Collegio dei docenti -la quale avrà riguardo in modo particolare alle competenze di carattere metodologico-didattico, organizzativo e soprattutto relazionale, nonché di specifica motivazione a condurre esperienze di formazione tra pari- nominerà, fin dall’inizio dell’anno scolastico, gli insegnanti che svolgeranno il compito di docenti esperti o tutor dei neo docenti.

Tali tutor sosterranno il docente in formazione durante il corso dell’anno, in particolare, per quanto attiene agli aspetti relativi alla programmazione educativa e didattica, alla progettazione di itinerari didattici, alla predisposizione di strumenti di verifica e valutazione; essi inoltre saranno da considerarsi quali facilitatori dei rapporti interni ed esterni all’istituto e di accesso alle informazioni.

Poiché la funzione svolta dai docenti tutor concorre alla qualificazione della formazione dei docenti e del servizio scolastico, il Ministero conta di ricomprendere, nel rispetto delle procedure negoziali previste, le attività espletate nell’esercizio di tale funzione tra quelle che danno diritto all’acceso al fondo di incentivazione.

I Collegi dei docenti stabiliranno, inoltre, il numero dei docenti da nominare, in considerazione delle specificità proprie dei diversi gradi ed ordini di scuola, del numero dei docenti da formare e anche in relazione al numero dei plessi o delle sedi distaccate. A tale riguardo appare utile la presenza in ogni plesso o sede distaccata di un tutor al quale non verranno affidati più di due docenti in formazione.

Come puoi notare, la circolare non fa alcun riferimento alla classe di concorso oppure alle attività di sostegno, infatti “ingabbiare” la designazione di un tutor in tali criteri non sarebbe possibile. Pensiamo per esempio all’unico docente di educazione musicale presente nella scuola, oppure all’unico docente di lingua: se non c’è un altro docente che insegni la stessa materia non  verrà assegnato alcun tutor al dcoente neo immesso in ruolo o ciò potrebbe mai precludere l’anno di prova?

Ciò per chiarire che il tutor non deve essere un supporto dal punto di vista dellinsegnamento della specifica insegnata dal docente neo immesso, ma è, come afferma la circolare, un facilitatore dei rapporti interni ed esterni all’istituto e di accesso alle informazioni.

In conclusione, ti dovrà comunque essere assegnato un tutor a nulla rilevando se insegni la tua disciplina o abbia competenze nel sostegno.

 

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