Permessi per motivi familiari e personali o per grave infermità: chiarimenti per la scuola

Scuola – un collaboratore scolastico ha chiesto n. gg 3 per gravi motivi di famiglia (genitore ricoverato), che tipo di documentazione deve portare? E’ sufficiente un certificato rilasciato dal medico di famiglia? Può indicami la legge che regola detta assenza?

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

dal quesito non è chiaro se l’istituto giuridico richiesto dal dipendente sia l’art. 15/2 del CCNL/2007 ovvero permessi per motivi personali o familiari oppure i 3 gg. di permesso per grave infermità del genitore.

Analizziamo i due istituti giuridici.

1. Permessi di cui all’art. 15/2:

Tale articolo prevede che il dipendente (docente e ATA) ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione. Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, i docenti possono fruire di sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma.

Il permesso è attribuito e non concesso ovvero non è subordinato alla discrezionalità del Dirigente e può essere “giustificato” anche con autocertificazione. Nel caso in questione, quindi, non c’è bisogno di nessun certificato medico ma soltanto di una dichiarazione del dipendente in cui affermi il motivo della fruizione del permesso.

2. Diversa specie è invece il permesso per grave infermità del familiare:

Ai sensi dell’art. 15/7 del CCNL comparto Scuola “Il dipendente ha diritto, inoltre, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge”.

È il caso del permesso di  3 giorni retribuiti per grave infermità che spetta anche al personale assunto a tempo determinato.

L’art. 4, comma 1 della legge 53/2000 stabilisce che: “i lavoratori hanno diritto ad un permesso retribuito di tre giorni lavorativi all’anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge o di un parente entro il secondo grado o del convivente, purché la stabile convivenza risulti da certificazione anagrafica”.

Il D.M.  n. 278/2000 (Regolamento recante disposizioni di attuazione dell’articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, concernente congedi per eventi e cause particolari), all’art. 1 commi 1 e 2  precisa che:

“La lavoratrice e il lavoratore, dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati, hanno diritto a tre giorni complessivi di permesso retribuito all’anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge, anche legalmente separato, o di un parente entro il secondo grado, anche non convivente, o di un soggetto componente la famiglia anagrafica della lavoratrice o del lavoratore medesimi. Per fruire del permesso, l’interessato comunica previamente al datore di lavoro l’evento che dà titolo al permesso medesimo e i giorni nei quali esso sarà utilizzato. I giorni di permesso devono essere utilizzati entro sette giorni dal decesso o dall’accertamento dell’insorgenza della grave infermità o della necessità di provvedere a conseguenti specifici interventi terapeutici”.

Pertanto, i 3 giorni di permesso retribuito possono essere fruiti per la grave infermità:

  • Del coniuge;
  • Di parenti entro il secondo grado (per i quali non occorre il requisito della convivenza): genitori, figli naturali, adottati o affiliati (I grado); nonni, fratelli e sorelle, nipoti di nonni naturali (figli dei figli) (II grado);
  • Soggetto componente la famiglia anagrafica: la condizione dovrà risultare da certificazione anagrafica.

Si noti che a differenza dei 3 gg. per lutti (disciplinati espressamente dall’art. 15 del CCNL comparto Scuola) sono esclusi gli affini.

I giorni di permesso devono essere utilizzati entro sette giorni dall’accertamento dell’insorgenza della grave infermità o della necessità di provvedere a conseguenti specifici interventi terapeutici.

I giorni festivi e quelli non lavorativi non vanno considerati nei suddetti giorni di permesso.

Successivamente per comprovare il diritto alla fruizione del permesso occorrerà presentare, entro 5 giorni dalla ripresa dell’attività lavorativa, idonea documentazione medica specialistica rilasciata dalle strutture ospedaliere e dalle AA.SS.LL.attestante le gravi patologie dei soggetti cui viene prestata assistenza (è idoneo a tal fine il certificato redatto dallo specialista da cui si riscontra sia la descrizione degli elementi costituenti la diagnosi clinica che la qualificazione medico legale in termini di grave infermità).

Non è ammessa l’autocertificazione.

Il lavoratore può però concordare col datore di lavoro, in alternativa ai permessi, diverse modalità di espletamento dell’attività lavorativa, anche per periodi superiori a tre giorni.

L’accordo è stipulato in forma scritta sulla base della proposta del lavoratore e le diverse modalità di espletamento devono comportare una riduzione dell’orario di lavoro complessivamente non inferiore ai giorni di permesso che vengono sostituiti.

La riduzione dell’orario di lavoro deve avere inizio entro sette giorni dall’accertamento dell’insorgenza della grave infermità o della necessità di provvedere a conseguenti specifici interventi terapeutici. Quando è in corso il diverso espletamento dell’attività lavorativa, il datore di lavoro può richiedere periodicamente la verifica della permanenza della grave infermità, mediante certificazione.

Ulteriori indicazioni sono contenute nell’Interpello Prot. 25/I/0007476 N. 16/2008 del 10 giugno 2008 e nella nota Prot. 25/I/0016754 del 25 novembre 2008 del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Proprio ai sensi delle note del Ministero del Lavoro, interpello n. 16/2008 e nota n. 25/I/0016754 del 25.11.2008, ai fini della fruizione del permesso si possono considerare le seguenti patologie:

1.      patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale, ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche

2.      patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali

3.      patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario;

4.      patologie dell’infanzia e dell’età evolutiva aventi le caratteristiche di cui ai precedenti numeri 1, 2, e 3 o per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richiede il coinvolgimento dei genitori o del soggetto che esercita la potestà.

Si precisa che i 3 giorni per grave infermità di cui all’art. 4, comma 1 della legge 53/2000 e art. 1 D.M.  n. 278/2000 non sono alternativi ma si aggiungono a quelli già previsti dal Contratto Scuola (es. permesso per motivi familiari o personali; permessi per lutti).

Pertanto, i permessi in parola possono essere fruiti, ricorrendone le condizioni, indipendentemente dal fatto che siano stati o meno utilizzati i permessi per motivi personali e familiari o per lutti di cui all’art. 15 e 19 comma del CCNL comparto Scuola.

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