Ricostruzione di carriera e rientro anticipato del titolare. Chiarimenti per la scuola

Scuola – Il 1° quesito  riguarda la ricostruzione di carriera di una docente scuola dell’infanzia ora in servizio a Reggio Calabria, a distanza di anni ricontrollando  i servizi della ricostruzione elaborata dalla nostra scuola di Roma  e registrata dalla competente Ragioneria Territoriale di Roma, non risulta 1 anno di preruolo in che modo possiamo regolare questo errore o può la scuola di Reggio Calabria rettificare la ricostruzione sbagliata? Il 2° quesito riguarda la nomina di un supplente che aveva la nomina fino all’8/6/2014 , sostituisce una docente in congedo parentale per il genitore,il 20/4/14 il padre è deceduto, quindi rientra in servizio il 22/4/2014,la revoca deve partire dal 16/4/2014 termine delle lezioni prima delle vacanze pasquali? o dal 19/4/2014 giorno prima del decesso del padre della docente in congedo? Vi ringraziamo in anticipo della vostra fattiva collaborazione attendo risposte in merito.

FP – Paolo Pizzo  – Gentile scuola,

1 quesito a cura di FP

premesso che dal quesito non si evincono alcuni  elementi utili, tra cui:

– l’ a.s. di immissione in ruolo;

– l’a.s. del superamento del periodo di prova;

– la  data di presentazione dell’istanza di riconoscimento dei servizi pre ruolo utili ai fini della ricostruzione della carriera.

Nonostante ciò, si cercherà di dare delle indicazioni di carattere generale, comunque utili.

Prima di tutto è utile ricordare che il diritto al riconoscimento dei servizi si prescrive, così come precisato dalla C.M. n. 275 del 7/9/1970 e così come previsto dall’art. 2946 del Codice Civile, con il decorso di 10 anni dal giorno il cui il diritto può essere fatto valere.

La prescrizione decennale comporta la perdita del diritto a richiedere il riconoscimento.

Per quanto riguarda il riconoscimento del servizio preruolo, il termine dei 10 anni decorre dalla data di termine dell’anno di prova per il personale docente.

Inoltre, ed è cosa diversa, esiste anche la prescrizione quinquennale degli assegni ovvero quando un riconoscimento di servizi preveda il pagamento di competenze arretrate, queste non potranno riguardare periodi anteriori ai 5 anni dalla data di presentazione della domanda.

Utile ricordare, che ai sensi dell’art. 145 del DPR 1092/1973, la dichiarazione dei servizi (documento da presentare entro 30 giorni dall’immissione in ruolo) può essere integrata entro due anni dalla presentazione.

Detto questo, si consiglia, in primis, di verificare che non siano trascorsi i termini di prescrizione di cui sopra e che il servizio “mancante” non sia stato indicato nella domanda di riconoscimento dei servizi utili ai fini della ricostruzione di carriera, ne tantomeno nella dichiarazione dei servizi.

Verificato ciò, la scuola di attuale titolarità, dietro presentazione di una “richiesta di rettifica” presentata dal dipendente, dovrà predisporre un nuovo decreto con l’indicazione del servizio mancante, rettificando in SIDI il relativo decreto di ricostruzione di carriera nonchè lo stato matricolare.

Qualora, (mi sembra di capire che sia così) il servizio sia stato regolarmente indicato sia nella dichiarazione dei servizi che nella domanda di ricostruzione di carriera e non sia stato inserito nel relativo decreto per un mero errore materiale da parte della scuola, a mio avviso, non si possono applicare  i termini di prescrizione.

Pertanto sarà la medesima scuola, che in autotutela, dovrà redigere un decreto di rettifica e successivamente notificarlo alla locale RPS e alla scuola di attuale titolarità.

Resta inteso che, operativamente, la competenza per sanare il pregresso è di competenza dell’ attuale titolarità.

2 quesito a cura di Paolo Pizzo

L’art. 25 comma 4 del CCNL/2007 prevede che nel contratto di lavoro individuale, per il quale è richiesta la forma scritta, siano, comunque, indicati:

a) tipologia del rapporto di lavoro;
b) data di inizio del rapporto di lavoro;
c) data di cessazione del rapporto di lavoro per il personale a tempo determinato;
d) qualifica di inquadramento professionale e livello retributivo iniziale;
e) compiti e mansioni corrispondenti alla qualifica di assunzione;
f) durata del periodo di prova, per il personale a tempo indeterminato;
g) sede di prima destinazione, ancorché provvisoria, dell’attività lavorativa.

Il comma 5 dello stesso articolo per il personale docente indica che “Il contratto individuale specifica le cause che ne costituiscono condizioni risolutive e specifica, altresì, che il rapporto di lavoro è regolato dalla disciplina del presente CCNL. È comunque causa di risoluzione del contratto l’annullamento della procedura di reclutamento che ne costituisce il presupposto”.

I rapporti individuali di lavoro per il personale della scuola sono regolati attraverso la contrattazione collettiva tra l’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni), che è un organismo tecnico di diritto pubblico con autonomia organizzativa, gestionale e contabile, e le organizzazioni sindacali mediante la stipula di contratti individuali.

La pubblicazione del CCNL del comparto Scuola è quindi il riferimento principale che regola i rapporti tra l’Amministrazione e il docente (nel nostro caso il riferimento principale è l’art. 25 sopra citato).

Esclusi gli effetti di cui all’art. 8 del D.M. 131/2007 (Regolamento delle supplenze per il personale docente), che detta le sanzioni per la rinuncia ad una proposta di supplenza, la mancata assunzione dopo l’accettazione o l’abbandono di servizio (sia se l’incarico è conferito da GAE che da GI), la supplenza accettata dal docente, allorché avvenga su sostituzione del titolare assente, andrà a coincidere con il termine dell’assenza di quest’ultimo.

In conclusione, il contratto del supplente non può essere rescisso per il rientro anticipato del titolare, pertanto il supplente deve rimanere in servizio fino all’8/6 ovvero fino alla data prevista dal contratto che è stato a suo tempo firmato dalla parti. Non solo, ma al supplente in questione spetterà anche un contratto per gli scrutini finali.

Il titolare, invece, in analogia con i docenti che rientrano in servizio dopo il 30 aprile, sarà impiegato nella scuola in supplenze o nello svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi e di altri compiti connessi con il funzionamento della scuola stessa.

Anche l’Aran, nell’Orientamento Applicativo 069 per il comparto Scuola, afferma:

“Si fa presente che l’art. 18 comma 2 lett c) del CCNL 04/08/1995 prevedeva espressamente la risoluzione del contratto stipulato con il supplente a seguito del “rientro anticipato del titolare”, questa norma non è stata più ripresa dai successivi CCNL per cui si deve considerare non più applicabile.”

Posted on by nella categoria Supplenze, Ricostruzione di carriera
Versione stampabile
ads ads