Malattia bambino. Utili chiarimenti

Maria Chiara – Chiedo chiarimenti in merito ai congedi per malattia dei figli. Sono un’insegnante a tempo indeterminato della scuola secondaria di primo grado e il 2 maggio sono rientrata dalla maternità. Sono, quindi, rientrata a disposizione con l’orario ridotto per l’allattamento. Nel mio caso come funzionano i permessi per malattia, nel caso dovessi aver bisogno di stare a casa con la mia bimba? Ho diritto? Sono retribuiti?Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Maria Chiara,

Si premette che il dipendente che intende fruire del congedo deve presentare domanda di malattia del figlio (il modulo è di solito fornito dalla segreteria) in cui specifica la durata del congedo corredata da:

  • Il certificato di malattia del bambino rilasciato da un medico specialistica del SSN o con esso convenzionato (non è valido il certificato redatto dal medico di base a meno che non sia uno specialista);
  • L’autocertificazione attestante l’età del bambino, la paternità, la maternità o la condizione di “unico genitore”;
  • La dichiarazione sostitutiva (ai sensi dell’art. 47 del DPR n.445/2000) che l’altro genitore non fruisce contemporaneamente dello stesso congedo per lo stesso figlio.

Fino ai 3 anni del bambino

È utile subito precisare che non ci sono limiti di durata per la fruizione dei congedi per malattia del figlio di età non superiore a tre anni (inoltre il congedo può essere fruito già nel corso del primo anno di vita del bambino).

Ricordiamo che tale congedo è autonomo rispetto il congedo parentale con la seguente differenza: mentre il congedo parentale, che non ha bisogno di documentazione medica,  si può chiedere a prescindere dalla presenza di motivi di salute, quello per malattia del bambino è possibile richiederlo solo per motivi di salute certificati.

Pertanto, nei tre anni del bambino non esiste nessun limite di giorni di congedo per malattia, se opportunamente documentati.

Quando ambedue i genitori sono lavoratori dipendenti la legge impone che il congedo sia fruito alternativamente dall’uno o dall’altro.

Il Contratto Scuola (art. 12, comma 5) prevede che successivamente al periodo di congedo di maternità (già astensione obbligatoria) e fino al terzo anno di età del figlio, compreso il giorno del compimento del terzo anno di età, ai genitori sono riconosciuti, alternativamente, 30 giorni  per  ciascun  anno  di  età  del  figlio,  computati complessivamente per entrambi i genitori, di assenza retribuita.

Si precisa che se i giorni di assenza sono utilizzati alternativamente da entrambi i genitori, il numero dei giorni retribuiti al 100 % non potrà comunque essere superiore a trenta annuali, computati sempre con riferimento agli anni di vita del bambino.

Il limite annuale dei 30 giorni è inoltre espressamente collegato a ciascun anno di età del figlio e non all’anno scolastico o solare

Ulteriori assenze allo stesso titolo (si ricorda che il congedo per malattia è estesa fino al compimento del terzo anno di età del figlio, senza alcun limite di giorni), eccedenti il limite suddetto dei 30 giorni, sono senza assegni ma computati nell’anzianità di servizio.

Pertanto, anche se per tali assenze (eccedenti il limite dei 30 giorni) non è corrisposta la retribuzione e comportano la riduzione delle ferie e della tredicesima mensilità, resta valido il diritto alla contribuzione figurativa piena fino al terzo anno di vita del figlio e la valutazione di detti giorni nell’anzianità di servizio.

Dopo i 3 anni

A ciascun genitore sono riconosciuti, alternativamente, 5 giorni lavorativi l’anno, per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i quattro (dal giorno successivo al compimento del terzo anno di età) e gli otto anni (compreso il giorno del compimento dell’ottavo anno di età).

Ricordiamo che tale congedo è autonomo rispetto il congedo parentale con la seguente differenza: mentre il congedo parentale, che non ha bisogno di documentazione medica,  si può chiedere a prescindere dalla presenza di motivi di salute, quello per malattia del bambino è possibile richiederlo solo per motivi di salute certificati.

I 5 giorni di congedo si intendono per anno di vita del bambino (5 gg. non retribuiti per ciascun genitore per ogni anno fino al compimento dell’ottavo compleanno).

Tali giorni non sono retribuiti ma ugualmente utili ai fini dell’anzianità di servizio.

Per il dipendente assunto a tempo determinato tale diritto è subordinato alla presentazione di una  dichiarazione  sostitutiva  di  notorietà  circa  il  congedo  già  utilizzato  allo  stesso  titolo nell’anno di riferimento.

Il genitore non può usufruire, oltre ai giorni annui che gli spettano per la malattia del figlio, anche di quelli dell’altro genitore, in presenza di rinuncia.

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