Assegnazione provvisoria: quando il comune di ricongiungimento coincide con quello di titolarità

Daniela  – Salve,sono un’insegnante di sostegno della scuola dell’infanzia, ho avuto l’immissione in ruolo a Marzo (con decorrenza giuridica settembre 2013) ed ho avuto la sede definitiva. Volevo sapere se posso chiedere l’assegnazione provvisoria in un’altra scuola all’interno dello stesso comune.DI RUOLO A “scuola 1” sostegno psicofisici del comune di Enna posso chiedere ASSEGNAZIONE su sostegno psicofisici “scuola 2” del comune di Enna? Anche se nello stesso comune le due scuole sono distanti tra loro, ed io impiego almeno 30 minuti in più. Grazie per mettere a nostra disposizione la vostra competenza e la vostra pazienza.

Paolo Pizzo – Gentilissima Daniela,

all’art. 7 del CCNI relativo alle assegnazioni/utilizzazioni è specificato:

L’assegnazione provvisoria può essere richiesta indifferentemente per uno dei seguenti motivi:

– ricongiungimento al coniuge o al convivente, ivi compresi parenti o affini, purché la stabilità della convivenza risulti da certificazione anagrafica;

– ricongiungimento ai figli o agli affidati con provvedimento giudiziario;

– gravi esigenze di salute del richiedente comprovate da certificazione sanitaria;

– ricongiungimento ai genitori;

e che

il docente che aspiri all’assegnazione provvisoria per ricongiungimento ai genitori, al coniuge, convivente e/o ai figli dovrà indicare il comune di ricongiungimento nella domanda ovvero il comune viciniore in assenza di posti e/o classi di concorso richiedibili. Tale comune, ovvero il distretto scolastico di residenza per i comuni suddivisi in più distretti, dovrà essere necessariamente indicato nelle preferenze. Esso, eventualmente preceduto dalla indicazione di preferenze analitiche relative a specifiche scuole, dovrà necessariamente a sua volta precedere la preferenza per ogni altro comune.

Poi, più nello specifico, il comma 7 dello stesso articolo precisa chiaramente:

Non è consentita l’assegnazione provvisoria NELL’AMBITO DEL COMUNE DI TITOLARITÀ, con l’eccezione dei comuni che comprendono più distretti.”

 

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