Aspettativa per motivi di studio. Chiarimenti

Giorgia  – Sono una docente di francese presso la scuola secondaria di 1 grado. Immessa in ruolo il 1 settembre 2012, ho superato l’anno di prova. Pur non avendo i punti di pre-ruolo a marzo ho fatto domanda di passaggio di ruolo nella provincia in cui lavoro attualmente e in altre sedi fuori regione. Nel frattempo sono stata accettata ad un master 2 in Francia e per questo motivo avrei intenzione, per l’anno 2014-2015 di chiedere un’aspettativa non retribuita in modo da poter seguire i corsi e lo stage obbligatorio di 4-5 mesi.  Quello che vorrei sapere è se posso effettivamente chiedere l’aspettativa per motivi di studio di un anno e quali sono i tempi per effettuare la domanda. Nel caso in cui dovessi ottenere il passaggio di ruolo potrei comunque chiedere l’aspettativa? In caso contrario esistono alternative che possano permettermi di seguire questo master?

Paolo Pizzo – Gentilissima Giorgia,

l’aspettativa in questione è regolata dall’art. 18 del CCNL/2007:

L’aspettativa per motivi di famiglia o personali continua ad essere regolata dagli artt. 69 e 70 del T.U. approvato con D.P.R. n. 3 del 10 gennaio 1957 e dalle leggi speciali che a tale istituto si richiamano. L’aspettativa è erogata dal dirigente scolastico al personale docente ed ATA”.

Il comma 2:

Ai sensi della predetta norma [comma 1] il dipendente può essere collocato in aspettativa anche per motivi di studio, ricerca o dottorato di ricerca. Per gli incarichi e le borse di studio resta in vigore l’art. 453 del D.P.R. n. 297 del 1994.

Il dipendente è tenuto a presentare con un ragionevole anticipo (a meno di motivi urgenti e imprevedibili) motivata domanda (art. 69 del DPR n. 3/1957) redatta per iscritto, in carta semplice, indirizzata al proprio dirigente scolastico contenente la ragione per cui è richiesta l’aspettativa, la data di decorrenza e la durata dell’assenza.

Il dipendente dovrà quindi motivare la richiesta esplicitando, anche in forma riservata, le condizioni personali, familiari e di studio.

Tale richiesta può essere autocertificata o corredata da idonea documentazione

L’aspettativa può essere richiesta senza soluzione di continuità o per periodi frazionati.

  • Se fruita senza soluzione di continuità, non può avere una durata superiore a 12 mesi.
  • Se fruita invece, per periodi frazionati non può superare in ogni caso, nell’arco temporale di un quinquennio, la durata massima di due anni e mezzo (30 mesi).

Il dirigente deve prendere la decisione entro un mese dalla data di presentazione della domanda; qualora entro tale termine il dirigente non abbia adottato alcun provvedimento positivo, il silenzio non equivale ad accoglimento dell’istanza.

Può respingere la domanda o ritardarne l’accoglimento o ridurre la durata della aspettativa richiesta, esclusivamente “per motivi di servizio”, che vanno enunciati nel provvedimento.

Ciò è espressamente indicato nell’art. 69 D.P.R. 10 gennaio 1957 n. 3 che appunto prevede che l’aspettativa possa essere negata solo in presenza di specifiche esigenze di servizio.

Ricordiamo che il Dirigente è sempre tenuto a motivare l’eventuale provvedimento di diniego o di revoca dell’aspettativa.

L’art. 3, comma 1 della legge 241/90 (integrato dalla legge 15/05) indica, infatti, che ogni provvedimento amministrativo deve essere motivato.

La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione alle risultanze dell’istruttoria.

In ultimo, ti ricordo che il periodo trascorso in aspettativa non è retribuito e non è utile ai fini dell’anzianità di servizio.

Puoi richiederla anche una volta ottenuto il passaggio di ruolo. Se a causa del periodo trascorso in aspettativa  non raggiungerai i 180 di servizio per il superamento della prova nel nuovo ruolo, potrai rimandare la prova stessa all’anno scolastico successivo.

 

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