Cumulabilità permessi legge 104/92. Chiarimenti.

Plinio – Sono un maestro elementare di 61 anni, ancora in attività di servizio. Dal 2007 usufruisco della Legge 104 per assistere la zia, nata nel 1922,  la quale, da venti anni, convive con mia madre nello stesso  appartamento, di proprietà della mamma. Mia mamma è nata nel 1926 ed è vedova da quattro anni. Prima della morte del papà: mamma, zia e papà formavano il nucleo familiare. Mamma e zia sono sorelle di sangue e la zia non è sposata e non ha  figli. Lo scrivente è figlio unico. Vi sono invece altri 6 nipoti, figli di un fratellastro e di una  sorellastra: tutti questi soggetti non hanno mai voluto occuparsi della  zia. Scrivo fratellastro e sorellastra non in senso dispregiativo: loro   infatti sono figli dello stesso padre ma di una madre diversa.

La zia è  rimasta orfana di madre in tenera età. Vi è poi un terzo fratello di  sangue, anziano e senza figli. I tre giorni mensili, fin dal 2007, li ho sempre utilizzati per portare  la zia ai vari controlli medico-ospedalieri e anche per altri servizi  legati alla sua persona. La zia è invalida al 100%, non possiede conti correnti bancari e non ha  nessuna proprietà. Vive della pensione sociale, che le viene versata in  un libretto postale di cui ho la delega, e del sussidio di accompagnamento. Lei ha moltissime patologie e non deambula. Ora anche mia madre è stata riconosciuta invalida al 100% dal mese di  aprile del 2013 ed anche lei gode, da pochi mesi, del sussidio di  accompagnamento. Nei lunghi periodi in cui la mamma è stata ricoverata all’ospedale (  rottura del femore e relativa riabilitazione; operazione al colon per  tumore maligno, ecc…) io e mia moglie ci siamo occupati ovviamente  anche della zia, dormendo anche di notte nella casa delle due anziane. Io e mia moglie passiamo giornate intere a casa delle due “vegliarde” e  dall’anno scorso siamo stati costretti a trovare una badante, messa in eegola da subito. Nei giorni di assenza della badante ( da contratto lei ha diritto a  rimanere a casa per tutta la domenica, per tutto il giovedì pomeriggio e  per due ore al giorno) siamo sempre io e mia moglie a doverci occupare  di entrambe le anziane. Anche per mia madre usufruisco di Legge 104. In questi giorni la mia dirigente scolastica mi ha fatto sapere che non  potrò più usufruire della L.104 per la zia ed ha fatto riferimento alla  Circolare della Funzione Pubblica n° 1 del 3 febbraio 2012. Mi si dice che in futuro potrò usufruire della L. 104 solo per la mamma. Le cose stanno proprio così o ci sono altre normative a cui posso  appellarmi? Mi scuso se sono stato lungo, ma la situazione è piuttosto complessa  sotto tutti i punti di vista e me la vedo davvero brutta se non potrò  più godere del benefico della L. 104 per la zia. Grazie per l’attenzione.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Plinio,

non puoi cumulare i permessi per tua zia (parente di 3° grado).

Ai sensi delle circolari INPS, 6 marzo 2012, n. 32 e del Dipartimento Funzione Pubblica, 3 febbraio 2012, n. 1: L’art. 6 del d.lgs. n. 119/2011 restringe la platea dei legittimati alla fruizione dei  permessi per l’assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave.

Infatti, in base al nuovo periodo aggiunto al comma 3 dell’art. 33 della legge n. 104 del 1992, “Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado oppure entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.”.

Tale disposizione contempla la fattispecie in cui lo stesso lavoratore intenda cumulare i permessi per assistere più disabili in situazione di gravità.

La norma va intesa nel senso che il cumulo di più permessi in capo allo stesso lavoratore è ammissibile solo a condizione che il familiare da assistere sia il CONIUGE o un parente o un affine ENTRO IL PRIMO GRADO o entro il SECONDO GRADO qualora uno dei genitori o il coniuge della persona disabile in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni o siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

 

Posted on by nella categoria Permessi e aspettative
Versione stampabile
ads ads