Ferie: quando non è possibile fruirne si devono monetizzare o rimandare all’anno scolastico successivo

Dirigente scolastico – Chiediamo parere sul seguente quesito.  Nel nostro istituto abbiamo avuto: – una insegnante con nomina dal provveditorato fino al 30/6/2014 e assente dal 13/01/2014 a tutt’oggi per patologia grave – una insegnante a tempo indeterminato e assente dal 05/05/2014 a tutt’oggi per patologia grave. – una insegnante con nomina fino al 30/06/2014 ed in interdizione dal 10/03/2014 Qual è la situazione di entrambi riguardo le ferie?

Paolo Pizzo – Gentile Dirigente,

per il primo caso alla docente andranno sottratti dal monte ferie spettante solo i giorni di sospensione delle lezioni non coperti da malattia. Per esempio, dal momento che le vacanze di Natale non sono coperte da certificazione medica andranno sottratte, mentre tutti gli altri giorni di sospensione delle lezioni (vacanze pasquali, eventuale sospensione per seggio elettorale e giorni dal termine delle lezioni al 30/6) non andranno sottratti e quindi devono essere monetizzati perché coperti da certificazione medica. Lo stesso caso si applica alla docente assente per interdizione.

La monetizzazione delle ferie, infatti, ovvero la non sottrazione dei periodi di sospensione delle lezioni  dal monte ferie spettante, deve continuare ad esistere nel caso di non fruizione delle ferie per indifferibili ragioni di servizio o perché non imputabile o comunque riconducibile al dipendente.

Per ciò che riguarda il terzo caso, invece, trattandosi di dipendente a tempo indeterminato andrà applicato l’art 13/10 del CCNL/2007 che recita:

“In caso di particolari esigenze di servizio ovvero in caso di motivate  esigenze di carattere personale e di malattia, che abbiano impedito il godimento in tutto o in parte delle ferie nel corso dell’anno scolastico di riferimento, le ferie stesse saranno fruite dal personale docente, a tempo indeterminato, entro l’anno scolastico successivo nei periodi di sospensione dell’attività didattica

L’ARAN ha avuto modi di precisare che “la monetizzazione delle ferie e dei riposi dovrebbe continuare ad essere possibile solo nel caso di non fruizione di tali istituti per indifferibili ragioni di servizio, come recitano le previsioni contrattuali, nell’anno di maturazione e fermo restando, in ogni caso, ANCHE IL RISPETTO DI QUELLE ALTRE DISPOSIZIONI CONTRATTUALI CONCERNENTI I TERMINI DI FRUIZIONE DELLE FERIE E LE MODALITÀ DI SPOSTAMENTO DELLE STESSE DALL’ANNO DI MATURAZIONE A QUELLO SUCCESSIVO”.

 

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