Lo scrutinio è un atto amministrativo che segue delle regole ben precise. I Dirigenti devono porre molta attenzione nel delegarne la presidenza

Annibale – vorrei sapere la norma di riferimento per la quale il preside può delegare la presidenza dello scrutinio al vice preside. Per essere chiari, ho inoltrato un esposto all’USR Lombardia dopo la bocciatura di mio figlio allo scrutinio di settembre presieduto dal vice preside non facente parte del consiglio di classe. Mi è stato risposto che “si considerava parziale impedimento del preside perché impegnato contemporaneamente in adempimenti come formazione delle classi, definizione organico e quant’altro necessario per l’avvio dell’anno scolastico”. Consultando la guida di orizzonte scuola sugli scrutini, deducevo che sono altri i casi di impedimento del dirigente scolastico a presiedere lo scrutinio. In realtà lo scrutinio non era un collegio perfetto, poiché mancava anche l’insegnante di ora alternativa alla religione cattolica, che “si è fervidamente scusato” della sua  dimenticanza, di cui il vicepreside non si accorgeva, poiché lo spazio deputato alle firme dei membri del consiglio di classe era già completo, e quindi l’anomalia non balzava agli occhi. Volendo proseguire nell’accertamento della regolarità di quanto accaduto, desidererei avere dei riferimenti legislativi precisi.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Annibale,

la risposta dell’USR Lombardia non ci convince del tutto.

L’art. 77 del R.D. n. 653/1925 (modificato dall’art. 2 del R.D. n. 1929/2049) prescrive:

Alla fine dei due primi trimestri e al termine delle lezioni i consigli di classe si adunano sotto la presidenza del preside o di un suo delegato per l’assegnazione dei voti”.

L’art. 5/8 del DLgs 297/94 indica:

I consigli di intersezione, di interclasse e di classe sono presieduti rispettivamente dal direttore didattico e dal preside oppure da un docente, MEMBRO DEL CONSIGLIO, loro delegato.”

Se ciò non bastasse il TAR Lazio – Sez. III – bis- Sentenza n. 31634/2010 ha sentenziato: “Il dirigente scolastico può delegare la presidenza del Consiglio ad un Docente CHE FACCIA PARTE DELLO STESSO ORGANO COLLEGIALE. La delega a presiedere il Consiglio deve risultare da provvedimento scritto (è sufficiente l’indicazione anche nell’atto di convocazione dell’Organo) e deve essere inserita a verbale”.

Richiamata la normativa in materia e la sentenza TAR (che altro non fa che richiamare appunto la normativa), se il “vice preside” (figura che oltretutto non esiste più) non fa parte del consiglio di classe  c’è un vizio di forma nelle deliberazioni assunte. Inoltre, il fatto che il Dirigente fosse impegnato in altri adempimenti scolastici sta ad indicare che era quindi “presente” e non assente per congedi tipici (malattia, aspettativa ecc.). A mio avviso è quindi un’aggravante non una scusante. Poteva infatti benissimo delegare un docente membro del consiglio di classe.

Ma al di là di questo c’è un altro vizio di forma: il consiglio di classe non era al completo.

La nota del Ministero del 9 febbraio 2012. ha chiarito che il docente di alternativa alla religione cattolica fa parte a pieno titolo del consiglio di classe accogliendo la sentenza del TAR del Lazio (n 33433 del 15.11.2011) la quale ha disposto il parziale annullamento del DPR 122/2009, nella parte in cui prevede che “i docenti incaricati delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica forniscono preventivamente ai docenti della classe elementi conoscitivi sull’interesse manifestato e il profilo raggiunto da ciascun alunno”.

Tale docente mi pare di capire non sia stato sostituito da nessun altro docente decretando così la non perfezione del collegio stesso.

Giova ricordare ai Dirigenti che lo scrutinio è un atto amministrativo a tutti gli effetti e segue delle regole ben precise.

Detto questo, a mio avviso il Dirigente in questione ha peccato un po’ in ingenuità e ci sono tutti gli estremi per un ricorso in quanto lo scrutinio (tutto, non solo in riferimento a tuo figlio…) presenta dei vizi di forma nelle deliberazioni assunte.

Se è vero, come dice l’On. Malpezzi, che i tribunali non dovrebbero sostituirsi AGLI INSEGNANTI nel merito di una valutazione, quanto meno i Dirigenti diano le giuste direttive (e anche gli insegnanti si informino) su come evitare dei ricorsi per vizi di forma.

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