Congedo parentale per il padre separato legalmente

Giovanni – sono un docente di scuola superiore nonché avvocato. Sono separato legalmente da mia moglie con affidamento congiunto dei due figli minori rispettivamente di 1 anno e di 4 anni ed hanno la residenza con mia moglie che è disoccupata. Vorrei gentilmente sapere se mi spetta e posso usufruire del congedo parentale in caso di nomina di docente a tempo determinato dall’ust o dal dirigente scolastico. In attesa di un suo cortese riscontro la saluto cordialmente.

Paolo Pizzo  – Gentilissimo Giovanni,

l’art. 3 comma 2 della legge 53/2000, in sostituzione dell’articolo 7 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, ha introdotto sostanziali novità a tutela della maternità e della paternità, prevedendo il diritto anche per il padre di astenersi dal lavoro per assistenza al bambino, diritto che prima era esercitato solo dalla madre.

L’attuale regolamentazione del congedo parentale per entrambi i genitori e relativa indennità è contenuta nel Capo V del D. Lgs. n. 151/2001 e successive modificazioni, più precisamente nell’art. 32.

Tale congedo (Capo V del D. Lgs. n. 151/2001) è autonomo rispetto al congedo per malattia del figlio che è collocato al capo VII dello stesso T.U.

I requisiti per avere diritto al congedo parentale e alla relativa indennità sono:

  • Sussistenza di un rapporto di lavoro in atto all’inizio e durante il periodo di astensione;
  • Vivenza del figlio;
  • Effettiva astensione dal lavoro.

Il congedo spetta al padre lavoratore dipendente, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi, a decorrere dal giorno successivo al parto (quindi durante il congedo obbligatorio post partum della madre).

Il limite si estende fino a 7 mesi nel caso in cui il padre lavoratore eserciti il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a 3 mesi.

In questo secondo caso il limite complessivo dei congedi parentali dei genitori è elevato a 11 mesi.

Si precisa che Il tuo caso non può rientrare in quello del “genitore solo” per cui spetterebbero 10 mesi di congedo per ogni figlio, in quanto nella sentenza di separazione dovrebbe essere chiaramente indicato l’affidamento dei figli esclusivamente a te (circolare INPS 17.01.2003 n° 8). Dal quesito si evince invece che l’affidamento è congiunto.

Pertanto, potrai fruire dei 6 mesi di congedo (elevabili a 7  come precedentemente indicato) per ogni figlio. Ti preciso che il congedo è per te un diritto indipendente e che spetta anche se la madre non lavora. Ciò che infatti ti dà diritto alla fruizione del congedo è la paternità e la vivenza dei figli, a nulla rilevando che tu sia sposato, eventualmente risposato, separato ecc.

La richiesta

L’art. 12 commi 7 e 8 del Contratto Scuola (art. 19 per il personale assunto a tempo determinato) stabilisce che ai fini della fruizione, anche frazionata, dei periodi di congedo parentale, la lavoratrice madre o il lavoratore padre presentano la relativa domanda, con l’indicazione della durata, all’ufficio di appartenenza di norma quindici giorni prima della data di decorrenza del periodo di astensione. La domanda può essere inviata anche per mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento purché sia assicurato comunque il rispetto del termine minimo di quindici giorni. Tale disciplina trova applicazione anche nel caso di proroga dell’originario periodo di congedo parentale.

In presenza di particolari e comprovate situazioni personali che rendano impossibile il rispetto della disciplina di cui sopra, la domanda può essere presentata entro le quarantotto ore precedenti l’inizio del periodo di astensione dal lavoro.

Retribuzione

L’art. 34 del D.Lgs. n. 151/2001 prevede che per i periodi di congedo parentale alle lavoratrici e ai lavoratori è dovuta fino al terzo anno di vita del bambino, un’indennità pari al 30 per cento della retribuzione, per un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi.

Il Contratto Scuola stabilisce per il personale scolastico un trattamento più favorevole rispetto a ciò che prescrive il D. Lgs n. 151/2001 e successive modifiche, prevedendo che il personale che fruisce del congedo parentale previsto nei primi 8 anni del figlio abbia diritto alla retribuzione intera per i primi 30 giorni, indipendentemente dal fatto che tali 30 giorni siano richiesti nei primi 3 anni o nei successivi 5 anni di età del figlio.

L’importante però è che siano i “primi 30 giorni” di congedo.

Si precisa che nel caso di fruizione alternativa del periodo di congedo parentale da parte di entrambi i genitori, il numero dei giorni retribuiti al 100 % comunque non potrà essere superiore a trenta complessivi.

Fino al 3° anno di vita del figlio

Fino al 3° anno di vita del figlio (compreso il giorno del terzo compleanno), durante la fruizione del congedo parentale, all’interno del periodo temporale di 6 mesi, i primi 30 giorni, complessivi per entrambi i genitori, e fruibili anche frazionatamene, sono retribuiti per intero (indipendentemente dal reddito individuale), con esclusione dei compensi per lavoro straordinario e delle indennità per prestazioni disagiate, pericolose o dannose alla salute; sono utili ai fini dell’anzianità di servizio e delle ferie.

Nel caso di madre e padre entrambi dipendenti pubblici, ai fini della retribuzione intera dei primi 30 giorni si considera il cumulo dei giorni di ciascuno dei genitori: i giorni di permesso retribuiti al 100% rimangono 30 (complessivamente intesi) a prescindere dal fatto che a fruirne sia l’uno o l’altro genitore (non sono quindi 30 gg. retribuiti per ciascun genitore ma 30 gg. complessivamente intesi). Tali giorni sono utili alle ferie e alla tredicesima mensilità.

I restanti periodi, fino a concorrenza del limite di 6 mesi (dodici mesi in caso di parto gemellare) sono  retribuiti  al  30% (indipendentemente dal reddito individuale), coperti da  contribuzione  figurativa  e  utili  ai  fini dell’anzianità di servizio ma riducono le ferie e la tredicesima mensilità.

Per i periodi eccedenti i 6 mesi, comunque computati nell’anzianità di servizio ma che comportano la riduzione delle ferie e della tredicesima mensilità, è dovuta una indennità pari al  30% della retribuzione, a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. Il reddito è determinato secondo i criteri previsti in materia di limiti reddituali per l’integrazione al minimo.

Dal giorno successivo al compimento del terzo compleanno e fino agli otto anni

Dal giorno successivo al compimento del terzo compleanno e fino agli otto anni (compreso il giorno dell’ottavo compleanno), fermo restando la retribuzione per intero per i primi 30 giorni, qualora non siano stati fruiti nei primi 3 anni di vita del bambino, il congedo parentale per qualunque periodo residuo o gli eventuali ulteriori periodi eccedenti i 6 mesi (fino ad un massimo di 10 o 11 mesi previsti dalla legge), comunque computati nell’anzianità di servizio ma che comportano la riduzione delle ferie e della tredicesima mensilità, sono remunerati solo con l’indennità del 30% della retribuzione a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria.

La guida di OS

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