La nuova legge sulla pubblica amministrazione ha abolito la riforma Fornero?

Dirigente scolastico  – Si chiede se con la nuova legge sulla pubblica amministrazione e con l’abolizione della riforma Fornero debba essere posta in pensione d’ufficio una docente che al 31 agosto 2014 ha 40 anni e 7 mesi di servizio  e 63 anni di età.

FP  – Gentile Dirigente Scolastico,

il caso prospettato è di difficile lettura, considerata la materia. Nonostante ciò, cercherò di darle tutte le informazioni del caso.

Partiamo con esaminare la normativa vigente, in merito a cessazioni d’ufficio, senza tener conto delle novità introdotte dal DL 90/2014 (le valuteremo successivamente).

Il pensionamento coatto può avvenire per:

– età anagrafica;
– anzianità contributiva.

Pertanto la cessazione d’ufficio  per raggiunti limiti di età, considerando questo a.s., si ha quando:

1) entro il 31/8/2014 compiono 65 anni e contemporaneamente in possesso dei  requisiti maturati entro il 31/12/2011 della normativa previgente.

Di seguito si indicano i requisiti “pre Fornero”:

– quota 96 (60/36 o 61/35);                                                                                                       – 40 anni di contributi
– pensione di vecchiaia con 65 anni di età per gli uomini e 61 anni di età per  le donne con un minimo di 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se in  servizio prima del 31/12/1992;

2) entro il 31/8/2014 compiono 66 anni e 3 mesi e non in possesso dei requisiti  di cui al punto1;

3) sono stati già destinatari di trattenimento in servizio concesso fino al  31/8/2014.

Si precisa, che nella fattispecie, la collega raggiunge quota 96 al 31/12/2011, ma non rientra nella casistica dei pensionamenti d’ufficio.

Mentre le novità previste, in termine di pensionamento coatto, contenute  nel D.L. 90/2014, sono:

1) non è possibile concedere proroghe oltre il 65° anno di età;

2) l’abbassamento dell’età da 65 a 62 anni per le cessazioni d’ufficio, in caso di raggiungimento dell’anzianità contributiva e senza penalizzazione per la misura della pensione.

Nel caso specifico, a mio avviso,  considerando i requisiti per il pensionamento d’ufficio previsti dalla riforma Fornero, che quelli del DL 90/2014,  non troverebbe (condizionale d’obbligo)  nessuna corrispondenza con la situazione previdenziale del caso.

E’ bene precisare, che l’anzianità contributiva, per le donne nel 2014 è di 41 anni e 6 mesi.

L’unico dubbio, che resta, è il seguente:

l’anzianità contributiva da considerare ai fini del pensionamento coatto, visto che la collega raggiunge i requisiti pre Fornero entro il 31/12/2011, potrebbe non essere di di 41 anni e 6 mesi, bensì di 40 anni. La situazione in questo caso cambia….e come.

Il testo del DL, in merito è poco chiaro ed è consigliabile attendere delle note esplicative dall’istituto di previdenza.

Sottolineo, inoltre che:

– ad oggi,  il citato DL approvato al Senato, deve concludere il suo iter alla Camera dei Deputati e pertanto potrebbe subire delle modifiche, visto i precedenti;
– che la “riforma Fornero” sulle pensioni non è stata comunque abolita.

Per completezza di informazione, le segnalo che, ad oggi, le uniche indicazioni ministeriali, ricevute dalle istituzioni scolastiche, da parte del MIUR, sono evidenziate nella nota n. 2507 del 28/7/2014:

1) a seguito dell’entrata in vigore del DL. 90/2014, è fatto divieto di disporre di trattenimenti in servizio a beneficio del personale che abbia raggiunto i limiti di età per il collocamento a riposo;

2) i trattenimenti in servizio disposti a partire dall’a.s. 2014/2015, non essendo ancora efficaci alla data di entrata in vigore del decreto, sono revocati ex legge;

3) i trattenimenti in servizio eventualmente già disposti, esplicando i loro effetti con riferimento alla durata di ciascun anno scolastico, cessano la loro efficacia con il 31 agosto 2014, avuto riguardo alla particolarità del sistema scolastico nel quale i collocamenti a riposo hanno sempre effetto dal 1 settembre di ciascun anno.

Il caso in esame non rientra nella casistica individuata dalla nota di cui sopra.

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