Rinvio anno di prova per dottorato di ricerca

Maria – innanzitutto grazie per il vostro servizio grazie al quale anche chi come me è entrato da poco nel mondo della scuola, riesce ad orientarsi e ad essere correttamente informato! Richiedo la vostra consulenza per una questione un po’ intricata. In quanto vincitrice dell’ultimo concorso a cattedra, sono stata immessa in ruolo nella scuola secondaria superiore di II grado a marzo 2014 con decorrenza giuridica da settembre 2013 ed economica  da settembre 2014. Al momento dell’immissione in ruolo, ero titolare di assegno di ricerca annuale (legge 240/2010) presso l’Università. L’anno di assegno scadrà a febbraio 2015 e quindi, dovendo prendere materialmente servizio a settembre, ho chiesto  alla scuola assegnatami come sede di servizio di essere messa in aspettativa fino a febbraio.

A scuola non mi hanno fatto problemi, ma mi hanno fatto notare che, rientrando in servizio i primi di febbraio, non potrò effettuare i 180 giorni di servizio necessari per il superamento dell’anno di prova e sarò costretta a rinviarlo all’anno prossimo. Siccome, nel frattempo, parteciperò a un concorso per ricercatore a tempo determinato (legge 240/2010) che, nel caso di vittoria, comporterebbe un incarico di tre anni, mi chiedevo: nell’eventualità che risultassi vincitrice, potrei chiedere un’altra aspettativa, di tre anni, senza aver effettuato l’anno di prova? Non so ancora quali saranno i tempi del concorso ma potrebbe concludersi verso aprile-maggio 2015 o al massimo a settembre 2015. In entrambi i casi, potrei chiedere l’aspettativa? So che altri colleghi ricercatori hanno ottenuto l’aspettativa di tre anni chiedendola secondo l’art. 24, comma 3, lett. a) l. 240/2010 e l’art. 49, comma 1, lett. m) d.l. n. 5 del 9.02.2012, convertito in legge 4.04.2012 n. 35 (il decreto semplificazione dove è esplicitato il diritto all’aspettativa in questi casi), ma avevano già superato l’anno di prova a scuola. Dato che, in tutti i casi, non vorrei  precludermi la possibilità di chiedere a breve un’altra aspettativa per lavorare all’università, mi chiedevo se mi converrebbe dimettermi prima del termine del contratto di assegnista e fare l’anno di prova a scuola o se la cosa sarebbe del tutto inutile. Al sindacato a cui mi sono rivolta mi hanno detto che, rinviando l’anno di prova al 2015/2016, dovrò necessariamente superarlo nel 2015/2016 e quindi non potrei chiedere un’altra aspettativa né di un anno (per un eventuale rinnovo dell’assegno) né di tre anni. Ma, leggendo alcune delle vostre consulenze, in cui si distingue giustamente tra il rinvio per esito negativo e quello per mancanza dei giorni di servizio, e si dice che in quest’ultimo caso il rinvio può essere chiesto più volte, mi è sorto il dubbio che mi abbiano dato un’informazione sbagliata… In attesa di una gentile risposta, vi ringrazio per l’attenzione.

Paolo Pizzo – Gentilissima Maria,

il sindacato a cui ti sei rivolta ti ha dato un’informazione errata.

L’art. 438 comma 5 del Dlgs 297/94 afferma che qualora nell’anno scolastico non siano stati prestati 180 giorni di effettivo servizio, la prova è prorogata di un anno scolastico, con provvedimento motivato, dall’organo competente per la conferma in ruolo.

L’art. 439 dello stesso decreto afferma che in caso di esito sfavorevole della prova, il provveditore agli studi, sentito il consiglio scolastico provinciale, se trattasi di personale docente della scuola materna, elementare e media o sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, se trattasi di personale docente degli istituti o scuole di istruzione secondaria superiore, ovvero, il direttore generale o capo del servizio centrale competente, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, se trattasi di altro personale appartenente a ruoli nazionali, provvede: alla dispensa dal servizio o, se il personale proviene da altro ruolo docente o direttivo, alla restituzione al ruolo di provenienza, nel quale il personale interessato assume la posizione giuridica ed economica che gli sarebbe derivata dalla permanenza nel ruolo stesso; ovvero, a concedere la proroga di un altro anno scolastico al fine di acquisire maggiori elementi di valutazione.

C’è quindi una differenza sostanziale tra il non superamento dell’anno di prova (esito sfavorevole della prova) e il non raggiungimento dei 180 giorni previsti che costituiscono il minimo di servizio che deve essere prestato.

In sintesi, dalla C.M. 1 agosto 1975, n. 219, prot. n. 3069, questa la differenza:

Per effetto del rinvio, disposto dall’art. 139 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 417, alle norme sugli impiegati civile dello Stato, e quindi anche del comma 3 dell’art. 10 del D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, la proroga di un anno, in caso di esito sfavorevole della prova, può essere disposta per una sola volta; al termine del secondo anno, l’interessato, qualora non consegua, a causa dell’esito sfavorevole della prova, la nomina in ruolo , è dispensato dal servizio o restituito al ruolo di provenienza con le modalità previste dall’art. 59 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 417. In caso di dispensa dal servizio, l’interessato ha diritto ad una indennità pari a due mensilità del trattamento relativo al periodo di prova.

La prova è invece prorogata, qualora non siano stati prestati almeno 180 giorni di servizio, anche per i successivi anni scolastici in relazione a periodi di congedo o aspettative a qualunque titolo concessi, ivi compresi i periodi di astensione obbligatoria dal lavoro a norma dell’art. 4 della Legge 30 dicembre 1971, n. 1204 sulle lavoratrici madri (congedo per maternità), salve restando, ovviamente, le disposizioni di Legge che considerano valutabili anche ai fini della prova determinati periodi diversi dall’insegnamento.

Pertanto, dal momento che il tuo anno di prova sarà rinviato per dottorato di ricerca ciò si configura come una giusta causa in quanto il periodo di congedo non è utile al raggiungimento dei 180 gg.

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