Personale ATA e precedenza nei trasferimenti: assistenza al genitore

Francesca – Sono un assistente amministrativo, nei trasferimenti dell’anno in corso una collega con punteggio inferiore al mio e’ arrivata nella sede che io avevo espresso nella fase dei trasferimenti e che mi doveva essere assegnata come detto prima perché avevo più punti di lei. Questa collega mi ha preceduto perché usufruisce della legge 104 del genitore convivente con lei e quindi referente unica. Io ho letto sul contratto mobilità all’art.8. che nei trasferimenti non viene utilizzata la precedenza della legge 104. mentre invece l’art.7 mi dice che ha diritto alla precedenza come referente unico. mi può cortesemente spiegare se si riferisce ai trasferimenti provinciali o interprovinciali, e com’e’ la differenza tra art.7 e art.8.

Paolo Pizzo – Si premette che per il personale ATA , così come per i docenti, sono distinte tre fasi:

I – fase comunale: trasferimenti del personale richiedente l’assegnazione nell’ambito del comune di titolarità;

II – fase provinciale: trasferimenti del personale richiedente l’assegnazione a comuni diversi da quello di titolarità ed appartenenti alla propria provincia;

III – fase della mobilità territoriale interprovinciale e mobilità professionale: trasferimenti a province diverse da quella di titolarità e passaggi di profilo.

Detto questo, l’art. 7.1 punto V del CCNI 2014/15 (assistenza al coniuge, ed al figlio con disabilita’; assistenza  parte del figlio referente unico al genitore con disabilita’; assistenza da parte di chi esercita la tutela legale) dispone che nella I fase solo tra distretti diversi dello stesso comune e nella II e III fase dei trasferimenti viene riconosciuta, in base all’art. 33 commi 5 e 7 della L. 104/92, richiamato dall’art. 601 del D.L.vo n. 297/94, la precedenza ai genitori anche adottivi o a chi, individuato dall’autorità giudiziaria competente, esercita legale tutela del disabile in situazione di gravità, al coniuge e, LIMITATAMENTE ALLA I E II FASE al solo figlio individuato come referente unico che presta assistenza al genitore disabile in situazione di gravità.

E ancora: Nei trasferimenti interprovinciali è riconosciuta la precedenza ai soli genitori, anche adottivi, o a chi, individuato dall’autorità giudiziaria competente, esercita legale tutela e al coniuge del disabile in situazione di gravità, obbligati all’assistenza. Il figlio che assiste il genitore in situazione di gravità ha diritto ad usufruire della precedenza tra province diverse esclusivamente nelle operazioni di mobilità annuale [assegnazione provvisoria], fermo restando il diritto a presentare la domanda di mobilità ai sensi dell’art. 2 comma 2.

Pertanto, il figlio referente unico (in relazione ai criteri stabiliti nel punto V) NON PUO’ fruire di detta precedenza solo nella III fase ovvero nel trasferimento in altra provincia.

L’art. 8 non ha invece a che vedere con l’art. 7 in quanto riguarda i parenti, gli affini o gli affidatari che intendono assistere il familiare ai sensi dell’art. 33, commi 5 e 7, della legge n. 104/92, in qualità di referente unici. Questi non rientrano in nessuna delle tre fasi citate in precedenza ovvero non sono destinatari di una precedenza nell’ambito delle operazioni di trasferimento. Possono invece esserlo nell’ambito di quelle per le assegnazioni provvisorie/utilizzazioni.

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