Il Dirigente che richiede la “giustificazione” della fruizione dei permessi 104/92 commette un abuso

Docente – sono una docente della scuola secondaria di 2° grado e ,cortesemente ,desideravo avere un chiarimento su un aspetto dei permessi relativi alla 104. Io ho la 104 per mia suocera e, nella mia scuola si è adottato il metodo di presentare entro la fine del mese la programmazione dei giorni da fruire per il mese successivo. Fino a qui tutto regolare, il fatto è che essendo arrivato il nuovo dirigente scolastico,sono cambiate le regole. Il nuovo dirigente asserisce che ogni qualvolta si prendono i giorni si devono giustificare o con un certificato medico o con una auto dichiarazione,il tutto in virtù di una nuova sentenza. Di quale sentenza stiamo parlando? Non basta comunicare tempestivamente,quando non si sono casi improvvisi,le date dei giorni da fruire? Un altro quesito e poi  chiudo è :se la situazione dell’assistenza non cambia ,non basterebbe ripresentare,all’inizio dell’anno scolastico, solo una domanda dove si dichiara che la situazione è rimasta invariata , facendo riferimento a tutta la documentazione,sempre la stessa che già è depositata nel nostro fascicolo? Grazie ,ed aspettando  una risposta porgo  i miei più cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima docente,

il Dirigente ha torto.

Il compito del Dirigente è quello di verificare la sussistenza dei presupposti di legge ovvero effettuare un controllo sulla correttezza formale della domanda da te presentata, non avendo alcuna discrezionalità sulla concessione dei permessi.

Pertanto, il diritto alla fruizione dei tre giorni decadrà solo qualora il Dirigente accerti l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei permessi.

Detto questo, una volta che i permessi sono stati concessi con apposito decreto ovvero dopo la consegna di tutte le certificazioni e autodichiarazioni a supporto della richiesta di fruizione,  e ciò è stato ormai accertato, non si è tenuti a “giustificare” di volta in volta la fruizione del permesso e di conseguenza diventa illegittima qualsiasi richiesta del Dirigente che vada in tal senso.

Per quanto riguarda la fruizione “pratica” dei permessi l’unica normativa a cui fare riferimento è l’art. 15/6 del CCNL/2007 il quale dispone che i permessi di cui all’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 devono essere possibilmente fruiti dai docenti in giornate non ricorrenti.

A ciò possiamo aggiungere una recente indicazione della Funzione Pubblica sull’opportunità da parte del lavoratore di programmare i permessi.

La Funzione Pubblica, nella circolare n. 13/2010, precisa che:

“Salvo dimostrate situazioni di urgenza, per la fruizione dei permessi, l’interessato dovrà comunicare al dirigente competente le assenze dal servizio con congruo anticipo, se possibile con riferimento all’intero arco temporale del mese, al fine di consentire la migliore organizzazione dell’attività amministrativa”.

Anche il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, in un interpello il n. 31/2010 del 6 luglio 2010, relativo alla richiesta di chiarimenti sulle modalità di fruizione dei tre giorni di permesso mensile, frazionabili anche in permessi orari, per quanto concerne:

  •  il preavviso con il quale tale permesso deve essere richiesto dal lavoratore avente diritto;
  • il soggetto – datore di lavoro o dipendente – che stabilisce le date di fruizione del permesso;
  • la facoltà del dipendente di modificare unilateralmente la giornata programmata per la fruizione del permesso, spostandola ad altra data, ha chiarito, acquisito il parere della Direzione generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro;

ha dichiarato quanto segue:

“Stante l’assenza di una disciplina normativa in ordine alle problematicità oggetto di interpello, occorre richiamare principi di carattere generale volti a contemperare la necessità di buon andamento dell’attività imprenditoriale con il diritto all’assistenza da parte del disabile.

In tal senso si ritiene possibile, da parte del datore di lavoro, richiedere una programmazione dei permessi, verosimilmente a cadenza settimanale o mensile, laddove:

  • Il lavoratore che assiste il disabile sia in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza;
  • purché tale programmazione non comprometta il diritto del disabile ad una effettiva assistenza;
  • segua criteri quanto più possibile condivisi con i lavoratori o con le loro rappresentanze;
  •  la predeterminazione di tali criteri dovrebbe altresì garantire il mantenimento della capacità produttiva dell’impresa e senza comprometterne, come detto, il buon andamento.

I medesimi principi dovrebbero evidentemente essere osservati per quanto concerne la possibilità, da parte del dipendente, di modificare la giornata in precedenza programmata per la fruizione del permesso, fermo restando che improcrastinabili esigenze di assistenza e quindi di tutela del disabile, non possono che prevalere sulle esigenze imprenditoriali.”

Pertanto, la programmazione dei permessi da parte del dipendente potrebbe essere ritenuta una buona regola, fermo restando l’urgenza per garantire una adeguata assistenza.

Detto questo, è utile precisare che il dipendente non deve presentare una documentazione a giustificazione dei permessi ogni volta che ne fruisce e né tanto meno se la fruizione dei permessi è ritenuta “urgente” e fuori dallo schema a suo tempo presentato.

Questo perché sappiamo bene che a volte l’esigenza dell’assistenza al disabile è imprevedibile e non può essere sempre programmata. Non solo, c’è anche da aggiungere che non sempre può essere “dimostrata” o documentata.

In conclusione, Il Dirigente che dovesse chiederti la “giustificazione” del permesso commetterebbe un abuso.

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