Alla docente in maternità che accetta un completamento orario spetta la decorrenza economica del contratto?

Rossella – Salve, sono una docente a tempo determinato in stato di gravidanza con contratto dal 1 settembre al 30 giugno su uno spezzone di cattedra di 8 ore settimanali su 18. La data del parto è prevista per il 12 dicembre e quindi dovrei entrare in congedo obbligatorio in data 11/12 ottobre (o eventualmente  in data 11/12 dicembre). So che prestando servizio su uno spezzone, ho la possibilità di completare il mio orario anche qualora la proposta dovesse arrivarmi durante il periodo di congedo o durante il periodo di interdizione per gravi complicanze della gestazione. Mi è stato detto però (da un sindacalista) che se l’accettazione del completamento dovesse avvenire durante il congedo obbligatorio o durante il periodo di interdizione, il mio contratto avrebbe solo una valenza giuridica e non economica  (in quanto la mia presa di servizio non potrebbe avvenire in modo effettivo) e quindi l’indennità che mi verrebbe corrisposta sarebbe calcolata in rapporto al mio contratto di 8 ore settimanali riferite al contratto avvenuto prima del congedo. E’ realmente così ? Un po’ confusa, attendo un Vostra risposta.

Paolo Pizzo – Gentilissima Rossella,

il sindacalista a cui ti sei rivolta è in errore.

Si premette che ai sensi del CdS Sez. V n. 1306 del 17.11.1994 e n. 5095 del 4.9.2006, del TAR Puglia n. 150 del 7.6.1986 il congedo di maternità è assolutamente inderogabile, conseguentemente l’instaurazione del rapporto deve intendersi realizzata con l’accettazione della nomina e non con l’inizio della effettiva prestazione del servizio.

Non è legittimo escludere dall’assunzione una lavoratrice madre utilmente collocata in graduatoria neppure nel caso in cui, trattandosi di rapporto a termine, questo si esaurisce all’interno del periodo di astensione obbligatoria;

Il trattamento giuridico ed economico per maternità spetta anche qualora la lavoratrice madre, per motivi oggettivi connessi alla gravidanza, non possa prendere servizio essendo sufficiente a tal fine fare riferimento al provvedimento di nomina.

Tali principi, afferma autorevolmente l’ARAN, sono direttamente applicabili anche nel nuovo sistema privatistico, per cui si ritiene che l’amministrazione non abbia la possibilità di posticipare l’assunzione e debba, invece, stipulare immediatamente il contratto individuale di lavoro con la lavoratrice madre, applicandole il trattamento giuridico ed economico previsto in caso di astensione obbligatoria dal lavoro per maternità.

Pertanto, il rapporto di lavoro si perfeziona con la sola accettazione del contratto e l’Ufficio Scolastico o la scuola (a seconda dell’incarico) che conferisce la nomina a tempo determinato non potranno pretendere l’assunzione fisica in servizio per avere diritto alla decorrenza giuridica ed economica della nomina.

In conclusione, così come avviene per qualsiasi incarico di supplenza anche per il completamento orario valgono gli stessi principi. Non solo quindi sono obbligati a contattarti ma tu potrai accettare l’eventuale completamento senza peraltro assumere servizio. Il contratto sarà valido a tutti gli effetti.

Si precisa che il contratto di completamento deve però avvenire come avviene per gli altri docenti in effettivo servizio ovvero non ci può essere sovrapposizione di orario, a nulla rilevando che non andrai effettivamente in classe.

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