Assegnazione provvisoria e precedenza per assistenza al genitore: bisogna leggere attentamente il CCNI per non commettere errori

Diletta  – sono una docente di scuola secondaria di secondo grado che ha presentato domanda di assegnazione provvisoria interprovinciale chiedendo anche il riconoscimento della precedenza in quanto unica figlia convivente con un genitore certificato, ai sensi dell’art. 4 della legge 104/92, portatore di handicap in situazione di gravità (comma 3, art. 3). L’unica altra persona convivente è mia madre, che ha raggiunto i 65 anni. Nelle graduatorie pubblicate dall’Ufficio scolastico non mi è stata riconosciuta la precedenza. Nella mia domanda ho segnato il punto relativo alla lettera h dell’Art. 8 comma 1 punto IV del contratto sulle assegnazioni provvisorie e allegato, oltre al certificato della Asl che accerta l’handicap, anche una mia dichiarazione nella quale scrivo testualmente che “il padre, è disabile in situazione di gravità, non è ricoverato permanentemente in alcun istituto di cura e necessita di assistenza continuativa, che può essere assicurata esclusivamente dalla sottoscritta in quanto figlia referente unica, unica figlia convivente con il genitore disabile il cui coniuge ha compiuto 65 anni”.  Vorrei avere un Vostro parere sulla documentazione da me presentata. E’ corretta o andava integrata con una dichiarazione sull’impossibilità di mia madre ad assistere il coniuge e di mia sorella, che non convive con noi, ad assistere il genitore?  Grazie anticipatamente per la vostra gentile risposta. Distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima,

hai sbagliato ad indicare la precedenza.

Infatti, la precedenza che ti riguardava non è a lettera h ma la lettera g dell’art. 8.1 punto IV.

È tale lettera g che recita che la precedenza spetta al “SOLO FIGLIO/A individuato come referente unico che presta assistenza al genitore; tale  condizione di referente unico, deriva dalla circostanza – documentata con autodichiarazione – che il CONIUGE o eventuali altri figli non sono in grado di effettuare l’assistenza al genitore con  disabilità in situazione di gravità, per ragioni esclusivamente oggettive.”

Mentre la lettera h riguarda i parenti o affini entro il secondo grado oppure entro il terzo qualora i genitori o il  coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto 65 anni di età  oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (nella sola condizione di assenza di parenti o affini di grado inferiore)…

Poi: La condizione di esclusività dell’assistenza al  soggetto con disabilità è prevista esclusivamente nei casi di assistenza al GENITORE o al parente o affine  entro il terzo grado e deve essere documentata con dichiarazione personale sotto la propria responsabilità,  redatta ai sensi del D.P.R. n. 445 del 28.12.2000 così come modificato ed integrato dall’art. 15 della legge  16 gennaio 2003 n. 3 e dall’art. 15 comma 1 della L. 183/2011. I requisiti debbono sussistere entro la data  di presentazione della domanda e la documentazione deve essere prodotta entro la medesima data.

– la suddetta autodichiarazione di esclusività NON È NECESSARIA laddove il richiedente la precedenza sia il coniuge o il genitore ovvero l’unico parente o affine e che convive con il soggetto con disabilità.

Pertanto, intanto hai sbagliato a segnare la precedenza e inoltre tua madre, in quanto coniuge e anch’essa convivente, doveva redigere un’autodichiarazione in cui indicava di non potersi occupare del disabile.

La questione dei 65 anni, quindi, è  riferita solo alla fruizione della precedenza di un parente o affine di terzo grado.

Ripeto, la tua precedenza era invece la lettera g.

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