Quali possibilità di richiedere un’aspettativa per svolgere un altro lavoro?

Andrea – sono un docente di ruolo della scuola secondaria di primo grado, ed ho  terminato l’anno di prova lo scorso anno scolastico, mia moglie lavora come ricercatrice in Francia ed io vorrei trovare una soluzione per poterla raggiungere, almeno per un periodo, avendo la possibilità di lavorare (ad esempio la legge Signorello, se ho ben capito non mi permette nessun tipo di lavoro dipendente).  Per quanto riguarda l’aspettativa per provare un’altra attività lavorativa, so che essa ha la durata di un anno scolastico, ma può essere richiesta una sola volta oppure anche per più anni scolastici consecutivi (rinnovando ogni volta la richiesta)? Vorrei quindi sapere se esiste una tipologia di aspettativa durante la quale posso svolgere un’ attività lavorativa. Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Andrea,

LEGGE “SIGNORELLO”

Legge 11 febbraio 1980, n. 26 (Pubblicata nella Gazz. Uff. 21 febbraio 1980, n. 51).

Norme relative al collocamento in aspettativa dei dipendenti dello Stato il cui coniuge, anche esso dipendente dello Stato, sia chiamato a prestare servizio all’estero.

“L’impiegato dello Stato, il cui coniuge – dipendente civile o militare della pubblica amministrazione – presti servizio all’estero, può chiedere di essere collocato in aspettativa qualora l’amministrazione non ritenga di poterlo destinare a prestare servizio nella stessa località in cui si trova il coniuge, o qualora non sussistano i presupposti per un suo trasferimento nella località in questione.

L’aspettativa, concessa sulla base dell’art. 1 della presente legge, può avere una durata corrispondente al periodo di tempo in cui permane la situazione che l’ha originata. Essa può essere revocata in qualunque momento per ragioni di servizio o in difetto di effettiva permanenza all’estero del dipendente in aspettativa. L’impiegato in aspettativa non ha diritto ad alcun assegno

Il tempo trascorso in aspettativa concessa ai sensi dell’art. 1 della presente legge non è computato ai fini della progressione di carriera, dell’attribuzione degli aumenti periodici di stipendio e del trattamento di quiescenza e previdenza. L’impiegato che cessa da tale posizione prende nel ruolo il posto di anzianità che gli spetta, dedotto il tempo passato in aspettativa.

Qualora l’aspettativa si protragga oltre un anno, l’amministrazione ha facoltà di utilizzare il posto corrispondente ai fini delle assunzioni. In tal caso, l’impiegato che cessa dall’aspettativa occupa – ove non vi siano vacanze disponibili – un posto in soprannumero da riassorbirsi al verificarsi della prima vacanza.”

Legge 25 giugno 1985, n. 333 (Pubblicata nella Gazz. Uff. 5 luglio 1985, n. 157).

Estensione dei benefici di cui alla legge 11 febbraio 1980, n. 26, ai dipendenti statali il cui coniuge presti servizio all’estero per conto di soggetti non statali.

“Articolo unico. – Il dipendente statale, il cui coniuge presti servizio all’estero per conto di soggetti non statali, può chiedere il collocamento in aspettativa a norma della L. 11 febbraio 1980, n. 26. La presente legge, munita del sigillo di Stato, sarà inserita nella raccolta ufficiale delle Leggi e dei Decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato”.

Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 184

Attuazione della delega conferita dall’articolo 1, comma 39, della Legge 8 agosto 1995, n. 335 in materia di ricongiunzione, di riscatto e di prosecuzione volontaria ai fini pensionistici.

Art. 3, comma 2

“Ai lavoratori, collocati in aspettativa ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 26, come integrata dalla legge 25 giugno 1985, n.333, è data facoltà di procedere al riscatto, in tutto o in parte, dei periodi di fruizione dell’aspettativa medesima che non siano coperti da contribuzione obbligatoria, volontaria o figurativa presso forme di previdenza obbligatoria.”

Bisogna aggiungere che il dipendente che richiede un periodo di aspettativa non interrompe il rapporto di lavoro precedente (cioè quello di docente) ma lo “sospende”.

L’ARAN ha avuto modo di precisare che Il primo rapporto, infatti, con tutte le situazioni soggettive che vi sono connesse (ivi comprese le incompatibilità) sussiste ancora anche se in una fase di sospensione delle reciproche obbligazioni.

E che Nessuna norma contrattuale consente, (o potrebbe consentire) al dipendente di poter instaurare un secondo rapporto di lavoro o lo svolgimento comunque, di altra attività di lavoro autonomo, anche di natura libero professionale, durante la fruizione di periodi di aspettativa senza diritto alla retribuzione.

Ciò ovviamente non toglie che il dipendente possa comunque svolgere un’attività lavorativa se questa è comunque compatibile con l’attività di docenza.

In poche parole sei soggetto al regime delle incompatibilità che vincolano tutti i pubblici dipendenti stabilite dall’art. 60 del T.U. N.3/1957, dall’art. 53 del D.Lgs. n.165/2001 e, per tutti i docenti,  dall’art. 508 del D.Lgs. 297/1994.

Dovrai quindi parlare di questo con il Dirigente.

L’ASPETTATIVA PER MOTIVI DI LAVORO O PER SUPERARE UN PERIODO DI PROVA

L’art. 18/3 del CCNL/2007 recita:

Il dipendente è collocato in aspettativa, a domanda, per un anno scolastico senza assegni per realizzare, l’esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo di prova”.

L’attuale norma ha modificato in parte l’art. 18/3 rispetto al precedente CCNL (2003), omettendo le parole “nell’ambito di altro comparto della P.A.”.

Pertanto, la nuova norma offre al dipendente la possibilità di stipulare un altro contratto di lavoro presso altra amministrazione pubblica o ente pubblico o presso soggetti privati.

Per quanto riguarda l’”altra amministrazione pubblica o ente pubblico” si precisa che questi devono essere al di fuori dal comparto Scuola.

Per quanto riguarda invece l’”altro lavoro” presso soggetti privati, non vi è nessun particolare vincolo (in questo caso, per esempio, l’aspettativa può essere utilizzata anche per insegnare nelle scuole non statali).

Il dipendente è tenuto a presentare con un ragionevole anticipo (a meno di motivi urgenti e imprevedibili) richiesta di congedo redatta per iscritto, in carta semplice, indirizzata al proprio dirigente scolastico contenente la ragione per cui è richiesta l’aspettativa e la data di decorrenza dalla quale intende fruire della stessa.

La richiesta non è subordinata al superamento dell’anno di prova.

Nell’istanza il dipendente dovrà precisare ed attestare l’esperienza lavorativa per la quale chiede di essere collocato in aspettativa:

  • se l’esperienza lavorativa è presso un Ente pubblico, basterà un’autocertificazione a supporto della richiesta;
  • se l’esperienza lavorativa è presso un soggetto privato, è bene che il dipendente esibisca una certificazione che attesti la nuova esperienza lavorativa.

Si precisa che manca un esplicito chiarimento sul fatto se l’aspettativa possa o no essere richiesta per più anni successivi.

Il mio parere, che rimane tale, è che ciò non sia possibile in quanto la norma fa espressamente riferimento a  “UN ANNO scolastico”.

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