Il collegio dei docenti non può togliere autonomia decisionale al consiglio di classe: il caso delle 3 insufficienze per bocciare un allievo

Maria Pia – Spett.le Staff, sono un docente, a tempo indeterminato, nella scuola secondaria di primo grado. Vorrei sapere se è corretto il procedimento che è stato votato a maggioranza dal collegio docenti: bocciare gli alunni con tre insufficienze solo se una di queste è italiano o matematica. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Maria Pia,

la delibera in questione è palesemente in contrasto con le leggi che demandano al consiglio di classe l’esclusiva competenza della promozione o bocciatura degli allievi.

l’art. 13/3 dell’O.M. 90/2001 evidenzia come Il collegio dei docenti determina i criteri da seguire per lo svolgimento degli scrutini al fine di assicurare omogeneità nelle decisioni di competenza dei singoli consigli di classe.

L’art 1 comma 5 del DPR 122/2009 ribadisce che Il collegio dei docenti definisce modalità e criteri per assicurare omogeneità, equità e trasparenza della valutazione, nel rispetto del principio della libertà di insegnamento. Detti criteri e modalità fanno parte integrante del piano dell’offerta formativa.

Se è vero quindi che il collegio dei docenti determina i criteri viene da sé che tali criteri non possano di certo essere in contrasto con quella normativa che attribuisce al consiglio di classe l’esclusiva competenza della promozione o bocciatura degli allievi.

Non dimentichiamo infatti che il R.D. 653/1925 all’art. 79 dispone che “I voti si assegnano, su proposta dei singoli professori, in base ad un giudizio brevemente motivato desunto da un congruo numero di interrogazioni e di esercizi scritti, grafici o pratici, fatti in casa o a scuola, corretti e classificati durante il trimestre o durante l’ultimo periodo delle lezioni. Se non siavi dissenso, i voti in tal modo proposti si intendono approvati; altrimenti le deliberazioni sono adottate a maggioranza e, in caso di parità, prevale il voto del presidente”.

L’art. 2/1 del DPR 122/09 che La valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti e’  effettuata nella scuola primaria dal docente ovvero collegialmente  dai docenti contitolari della classe e, nella scuola secondaria di  primo grado, dal consiglio di classe, presieduto dal dirigente  scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove  necessario, a maggioranza.

Mentre l’art. 4/1 (scuola II grado) che La valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti e’  effettuata dal consiglio di classe, formato ai sensi dell’articolo 5  del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297,  e successive modificazioni, e presieduto dal dirigente scolastico o  da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a  maggioranza.

Ora, pensiamo al criterio che avete stabilito e immaginiamo di applicarlo così come lo avete deliberato in uno scrutinio finale.

Cosa ne è di un’eventuale decisione a maggioranza?

Il punto da cui partire, infatti, è che il docente propone il voto…poi il consiglio approva o, in caso di dissenso, la decisione è assunta a maggioranza.

La delibera che avete approvato va quindi contro l’autonomia del consiglio di classe come unico organo deputato alla decisione in merito ad una promozione o eventuale bocciatura degli allievi. Senza dimenticare che così operando non avete tenuto conto che ogni classe è a sé e quindi ha le sue specificità, i “suoi” casi che sicuramente saranno diversi da quelli dell’altra classe. Non si può quindi stabilire un criterio così rigido da applicare a tutte le classi.

In ogni caso per far crollare tale impianto basterebbe che in sede di scrutinio si mettesse al voto anche una sola insufficienza delle 3 e se il consiglio di classe è d’accordo alzarla a 6.

Così come il consiglio di classe può decidere di bocciare un allievo anche con una sola insufficienza in musica oppure in tecnologia.

Ciò che voglio dire è che il docente di matematica e quello d’italiano non hanno singolarmente nessuna decisione “finale”. Così come non la posseggono singolarmente gli altri docenti.

La decisone infatti è sempre collegiale e non è possibile stabilire a priori quante insufficienze bisogna avere per essere bocciati e in più in quali materie.

In conclusione, il criterio deliberato dal collegio dei docenti non solo va contro l’autonomia del consiglio di classe (che a mio parere non può essere così vincolato) ma risulta anche inutile nel momento in cui lo stesso consiglio si esprimerà collegialmente ovvero a maggioranza su qualsiasi voto proposto.

La delibera è quindi non solo illegittima ma anche inutile.

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