Graduatorie di istituto: il mio nominativo non compare nelle definitive

Roberta – Sono una abilitata TFA. Aspettavo con ansia l’inserimento, quest’anno, in graduatoria di istituto di II fascia (e di III, perché non si sa mai, qualche supplenza su una altra cdc capita ogni tanto!).

Ho prodotto i modelli A, A2 e B secondo i modi ed i tempi stabiliti dal MIUR, per inserirmi nelle GI per il triennio 2014-2017 Purtroppo, però, qualcosa è andato storto.

Su Istanze On Line non ho mai potuto visualizzare né il mio punteggio, né le mie cdc, né tantomeno la mia posizione nelle GI di II e III fascia provvisorie degli istituti prescelti.

Dopo giorni (e vi risparmio i dettagli che, però, potete facilmente immaginare) di telefonate a scuola capofila, Ufficio Scolastico Regionale ed Ufficio Relazioni con il Pubblico del Ministero a Roma, dopo infruttuosi e frettolosi contatti con un sindacato-ameba che non mi tutela nonostante sia pronto a chiedermi 50 euro l’anno, mi sento dire solo che mi preoccupo inutilmente. Che tutto si aggiusta. Che molti non vedono dati sulla pagina personale di Istanze On Line. Che non devo fare nulla, se non attendare la pubblicazione delle GI definitive. Perché allora sì che vedrò tutto. A nulla è valso professarmi preoccupata che tale condizione anomala fosse foriera di
una situazione in peggioramento.

La segreteria della scuola capofila, oggi, mossa a compassione, (dopo ricorso protocollato il 15 settembre) inserisce manualmente i 20 codici meccanografici delle scuole da me indicate sul modello B nell’ormai lontano luglio. Mi dicono che mi fanno un favore, non è compito della scuola capofila inserire le scuole nel sistema, non abbiamo forse mandato il modello B in via telematica? Quindi, la scuola capofila perché dovrebbe?

Si vede che mi hanno vista in condizioni pietose. Ma era troppo tardi. Le definitive a Napoli sono uscite il 30 settembre – anche se erano previste per oggi, 2 ottobre. Ed io sono fuori. Fuori dalle gradautorie di istituto definitive. Fuori dal giro di possibili supplenze per tre anni scolastici. Fuori non per mia mancanza, né per mio errore. Fuori nonostante abbia chiesto aiuto a chi di compentenza.

Pare, ma dico “pare”, visto che nessuno mi ha dato risposta in merito, che l’inghippo abbia avuto origine dal modello B: Istanze o il SIDI o il sistema in qualche modo non ha “prelevato” il mio modello B e per questa ragione, nelle 20 scuole da me prescelte, io non esisto. Non figuro semplicemente perché non è stata prelevata la mia lista. Le 20 scuole (facciamo 19, via, che la capofila oramai lo sa!) non sanno nulla delle mie intenzioni di insegnare, del mio TFA, del mio impegno, dei miei esami… ed il “sistema”? Anche quello non tiene conto di nulla.

Io, per la buona scuola, non esisto. E se non mi accollo, da disoccupata trentaseienne, le spese per un ricorso al TAR, chi si occuperà della mia situazione?

Lalla – gent.ma Roberta, anche altri candidati si sono trovati nella tua stessa situazione alla pubblicazione delle provvisorie (avvenuto perlopiù per il ritardo delle segreterie nell’inserimento dei dati) e poi, attraverso la presentazione del reclamo scritto (ci auguriamo che anche tu lo abbia inviato) hanno risolto nelle definitive.

Ti invitiamo a non disperare, nel senso che il fatto che il tuo nominativo non compaia nelle graduatorie di istituto definitive significa che non si possa ancora reclamare o correggere, prima di avviare il ricorso al TAR. In questo però dovrà essere fondamentale l’apporto del sindacato (se quello al quale hai pagato il contributo continuerà a comportarsi da ameba, rivolgiti altrove) .

A questo punto infatti, riconosciuto che hai diritto all’inserimento nelle graduatorie di istituto di II fascia per il triennio 2014/17, avendo presentato i documenti richiesti (domanda e modello B) entro i termini stabiliti dalla normativa Miur, se il sistema informatico risulta non più modificabile (la segreteria può appurarlo chiedendo info al n. verde

800.903080), la segeteria potrà emanare un decreto cartaceo, che dovrà essere diramato anche alle altre scuole scelte.

Si tratta di una misura atta a tutelare il tuo diritto che riteniamo la scuola non possa esimersi dal compiere (più che con la segreteria, a questo punto, è necessario parlare con il Dirigente Scolastico).

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