Banca ore, attività di volontariato, rimanere a casa quando non ci sono allievi e recupero delle ore. Una scuola attualmente fuori dai principi normativi

Fiorella – Sono una docente in una scuola secondaria di ll grado. Il preside della mia scuola ha proposto, a me e ai miei colleghi , la banca delle ore per risolvere il problema delle sostituzioni degli insegnanti assenti. Sostiene di non avere più la copertura finanziaria nel  fondo di istituto per le supplenze a pagamento. Noi insegnanti, quindi, dovremmo rimanere a casa nei giorni in cui c’è assemblea di istituto, la classe è in gita  scolastica oppure nei giorni in cui  gli alunni non vengono a scuola a causa della neve. Le ore di insegnamento ” mancato” verranno restituite alla scuola con supplenze gratuite .  Ci viene data, però,  anche un’ altra possibilità: due ore di ‘volontariato’ mensile per la scuola. Potrei sapere se tutto ciò è legale?

Paolo Pizzo – Gentilissima Fiorella,

la risposta è data in base all’attuale normativa che, fino al compimento dell’eventuale “riforma” Renzi, è ancora in vigore.

A mio modesto avviso tutto ciò che indichi nel quesito non è ammissibile e spero che le RSU della tua scuola non lo permettano.

Intanto la “banca ore” a credito e a debito è attualmente fuori ogni normativa e contro ogni principio della buona organizzazione scolastica. Se tale pratica potrebbe anche avere un senso nel privato, nella scuola trova numerosi problemi di applicazione e di legittimità.

In sostanza stabilisce quante ore a debito e a credito abbia il docente, che quando è a “credito” dovrà a suo volta essere sostituito e magari con un docente disponibile che poi andrà a sua volta a “credito” e così via….

Questo è solo un esempio del meccanismo assurdo e a volte “pericoloso” che si può innescare, con docenti che pretendono di rimanere a casa un giorno intero quando sono a “credito” di 5 ore…

E per quanto tale “banca ore” venga “studiata” bene e inserita nella contrattazione, è comunque illegittima.

Aggiungo poi che giova ricordare al Dirigente due cose:

  • Attualmente è possibile nominare il supplente anche per assenze del titolare di un giorno. Quindi la scusa del fondo di istituto non sta in piedi considerando che le supplenze, anche brevi, sono tutte a carico del MEF e non della scuola.

il MIUR con nota Nota 9839/2010 ha chiarito “che l’istituto delle ore eccedenti, considerato l’ammontare limitato delle risorse disponibili, annualmente definito e di celere esaurimento, ha natura emergenziale ed ha come finalità lo specifico obiettivo di consentire la sostituzione immediata e limitata nel tempo del docente assente, in attesa della nomina del supplente temporaneo avente diritto.”

“i dirigenti scolastici, al fine di garantire ed assicurare il prioritario obiettivo del diritto allo studio e della piena funzionalità delle attività didattiche, possono provvedere alla nomina di personale supplente in ogni ordine e grado di scuola anche nel caso di assenza del titolare per periodi inferiori a 5 giorni nella scuola primaria, come previsto dall’art. 28, c. 5 del CCNL e a 15 giorni nella scuola secondaria, fermo restando quanto previsto in merito alla procedura semplificata per la nomina del supplente nella scuola dell’infanzia e primaria per assenze fino a 10 giorni dall’art. 5, c. 6 e art. 7, c. 7 del vigente Regolamento delle supplenze. Appare opportuno richiamare l’attenzione sull’opportunità di non ricorrere alla sostituzione dei docenti assenti con personale in servizio su posti di sostegno, salvo casi eccezionali non altrimenti risolvibili.”

  • Che quando gli allievi sono assenti per causa non imputabile al docente (es. neve come scrivi) quest’ultimo non è tenuto a nessun recupero delle ore non prestate:

ai sensi dell’articolo 1256 del codice civile, il prestatore di lavoro è liberato dall’obbligo di adempiere alla prestazione quando questa diventa impossibile, per cause non imputabili al prestatore di lavoro.

Pertanto, se il docente nella giornata in cui è in servizio non può essere impegnato per attività di insegnamento nei confronti dei propri allievi ed eventualmente non può essere impegnato neanche in altre supplenze per assenza di tutti gli allievi, è liberato da ogni obbligo nei confronti della scuola e non dovrà recuperare alcuna ora di insegnamento.

In ultimo, quanto all’attività di volontariato penso che ogni docente possa decidere come meglio crede. Ricordo però che i propri diritti e i propri doveri sono sanciti da un Contratto Nazionale nel quale non si rinviene alcun riferimento ad un’attività di volontariato ma distingue l’attività del docente solo in quella di insegnamento e in quella funzionale all’insegnamento.

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