Visita di istruzione e alunno h

Tiziana – Sono una docente di sostgno di ruolo in una scuola secondaria di primo grado. Quest’anno mi sono trasferita in una nuova scuola dove il sostegno viene gestito in maniera diversa e quindi mi trovo con alcuni dubbi che avrei piacere di chiarire. Il maggiore riguarda la visita di istruzione di tre giorni per la classe terza dove sono docente di sostegno per un ragazzo che ha una diagnosi di autismo molto grave, molto violento ed aggressivo.

Il ragazzo ha una copertura quasi totale delle ore scolastiche tra educatore comunale e due docenti di cui al momento solo io sono presente in attesa della nomina di un supplente.

La coordinatrice chiedeva come regolarsi per la visita con il ragazzo viste le sue difficoltà a rompere con i ritmi quotidiani a cui é abituato. Si pensava di chiedere alla famiglia se desideri accompagnarlo insieme o all’educatrice o alla sottoscritta in modo che con un aiuto della famiglia alcuni momenti difficili possano essere affrontati al meglio. Nel caso invece la famiglia decidesse di non farlo partecipare alla visita mi é stato detto che io non parteciperei più alla vista in quanto devo rimanere a scuola con lui.

Vorrei avere un parere su questa decisione perché nella mia precedente esperienza i colleghi di classe rimasti a scuola hanno sempre provveduto a garantire agli alunni la regolare frequenza a scuola anche in caso della mia
assenza. Trovo piuttosto svilente e poco professionale essere vista solo come la docente di sostegno di un singolo alunno e non come una collega con risorse per tutti.e Questo cosa vuol dire che anche in caso di una in assenza nessuno si farà carico del ragazzo?? Vi ringrazio per l’attenzione

Maria Vitale Merlo – La scuola, nell’organizzare i viaggi d’istruzione, deve sempre e comunque garantire la partecipazione degli alunni con disabilità e perché ciò avvenga è indispensabile la nomina di un accompagnatore, che può anche non essere il docente di sostegno (visto che la propria disponibilità è volontaria), ma un qualsiasi altro membro individuato all’interno della scuola.

In situazioni particolari in cui è necessaria la presenza di un assistente, la scuola può chiedere la collaborazione della famiglia per individuare un’altra figura (anche l’educatore) che sia di supporto al docente, anche un componente della famiglia può rendersi disponibile ad accompagnare il ragazzo.

In ogni caso l’uscita deve essere organizzata tenuto conto delle esigenze dell’alunno con disabilità onde evitare di violare il principio di eguaglianza della legge n. 67/06 sulla “non discriminazione sociale delle persone con disabilità”.

Se la famiglia invece dovesse decidere la non partecipazione del proprio figlio all’uscita didattica, il docente di sostegno può dare la propria disponibilità ad accompagnare il resto della classe, ma sarà il Dirigente scolastico ad individuare gli accompagnatori, avendo cura di organizzare le attività didattiche tra i docenti che restano a scuola.

In ogni caso e per qualsiasi decisione ritengo sia indispensabile il confronto e il dialogo con la famiglia perché si facciano scelte adeguate e funzionali alle reali esigenze dell’alunno con disabilità che consentano la sua crescita umana e sociale.

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