Quando al supplente spetta la continuità didattica dopo un lungo periodo di assenza del titolare

Lorenzo  – Salve,sono un insegnante precario in una scuola secondaria di primo grado presso cui ho un contratto di 12 ore su classe di concorso A059 sino al 30/06/15 ed in completamento 6 ore di sostegno sino al 14/05/15. La collega titolare del sostegno ha lasciato queste 6 ore per allattamento e rientra in servizio dal 13/10 corrente mese. Dato che le mie 6 ore saranno distribuite su un’unica classe in cui ci sono esigenze particolari, volevo capire se al termine del periodo garantito per legge di allattamento, il mio contratto in scadenza a metà maggio deve essere prolungato d’ufficio per garantire la continuità didattica, anche se trattasi non di materia curriculare ma di sostegno. Premetto che la collega titolare dalla data del suo rientro non farà alcuna ora nella classe in cui io svolgerò attività di sostegno. La ringrazio sin d’ora per la risposta e le chiederei gentilmente anche se potesse girarmi i riferimenti normativi riguardanti la mia situazione.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Lorenzo,

dovrai rimanere tu in servizio, per continuità didattica, fino al termine delle lezioni compresi gli scrutini (ed eventuale esame di terza media).

L’art. 37 del CCNL/2007 prevede che “Al fine di garantire la continuità didattica, il personale docente che sia stato assente, con diritto alla conservazione del posto, per un periodo non inferiore a centocinquanta giorni continuativi nell’anno scolastico, ivi compresi i periodi di sospensione dell’attività didattica, e rientri in servizio dopo il 30 aprile, è impiegato nella scuola sede di servizio in supplenze o nello svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi e di altri compiti connessi con il funzionamento della scuola medesima. Per le medesime ragioni di continuità didattica il supplente del titolare che rientra dopo il 30 aprile è mantenuto in servizio per gli scrutini e le valutazioni finali. Il predetto periodo di centocinquanta giorni è ridotto a novanta nel caso di docenti delle classi terminali.”

La norma non fa nessuna differenza né tra ordini di scuola, né tra materia curricolare e sostegno.

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