Sostegno. Come intervenire con alunno che scappa fuori dalla scuola

Simone – Sono un insegnante di sostegno e sto seguendo un ragazzino con disturbo oppositivo provocatorio che, a causa della sua patologia, non riesce a stare in classe. Il problema più grave però è che, di recente, è scappato anche fuori dalla scuola.

La Dirigente dice che se scappa via dalla scuola la responsabilità è interamente mia, anche se sono presente al momento dell’accaduto e nulla posso fare per evitarlo, poichè i comportamenti del ragazzo sono quasi sempre imprevedibili. Preciso che la scuola non è affatto dotata di cancelli automatici, per cui non è possibile tener chiuse le uscite, per garantire l’evacuazione in caso di calamità naturali e il personale ATA non riesce a prestare una costante vigilanza.

Per dirla tutta (non certo per difendermi) questa scuola sembra un "porto di mare", con gente che entra ed esce in continuazione per i più svariati motivi. Personalmente, sto cercando di instaurare un rapporto di fiducia tra me e il ragazzo. Ma per raggiungere qualche risultato occorre del tempo. Intanto, però, come posso tutelarmi nel caso in cui dovesse scappare di nuovo? Ha ragione la Dirigente nel dire che la responsabilità è solo mia? Esiste una normativa a riguardo? Grazie per l’attenzione.

Maria Vitale Merlo – Il dirigente nell’affermare che la colpa è solo del docente commette un grosso errore in quanto lui è il capo d’ istituto e risponde in toto per ciò che accade nella sua scuola ( legge sull’autonomia … codice civile..). E’ fondamentale invece intervenire in maniera tempestiva per evitare che la situazione possa degenerare.

Il docente deve presentare una relazione scritta al Dirigente informandolo di quanto accaduto ogni qualvolta accade un episodio che non si riesce a gestire. Il docente di sostegno è contitolare di classe per cui non firmerà da solo, perché in classe c’è presente anche il docente curriculare …

Ritengo sia indispensabile intervenire immediatamente, bisogna convocare un GlHO (gruppo di lavoro operativo ) alla presenza della famiglia, dell’equipe di neuropsichiatria che ha in carico il ragazzo, di tutto il Consiglio di Classe al completo e del Dirigente scolastico.

Quella è sede per decidere e concordare il da farsi: in questi casi è necessario richiedere all’Ente locale di competenza (comune se si tratta di scuola primaria e Secondaria di I gr.; provincia per la Scuola superiore) altre figure professionali (assistente igienico ed educatore) che sono di supporto alla scuola (e non al Docente di sostegno/ l’alunno è della scuola non è proprietà del docente di sostegno!). Ovviamente per inoltrare tale richiesta è necessario che dette figure siano previste nella documentazione dell’alunno che c’è a scuola (PDF, PEI). Se così non fosse , in tempi brevissimi si rivede la documentazione, si stilano il PEI e PDF e si inoltra la richiesta.

In sede di GLHO è importante capire se per i bene del ragazzo non sia il caso di intervenire a livello medico.. Ma questa ultima affermazione è solo una considerazione, non sono un medico e non sta a me valutare.

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