Pensionamento coatto?

Alfonso – ho letto parecchie vostre risposte a quesiti di miei colleghi che vi chiedono la tempistica per il pensionamento ma niente che riguardi il mio caso che è diametralmente opposto: ho compiuto 64 anni questo mese e la mia posizione contributiva al 31/12/2014 sarà di 37 anni e 5 mesi. Il prossimo anno sarò costretto al pensionamento forzato oppure il recente Decreto Madia che prevede questa possibilità, non riguarda il mio caso in quanto non raggiungo i tempi contributivi minimi richiesti dalla Legge Fornero? Posso continuare fino a i 67 anni di età? Se si, dopo questa età verrò pensionato d’ufficio e con quale tipologia, ovvero non raggiungerò il massimo oppure mi verrà ugualmente riconosciuto perché raggiungo i requisiti di vecchiaia? Vi interpello perché ho sentito pareri discordanti sia da parte delle segreterie scolastiche che dagli stessi sindacati. Grazie per l’utile servizio che elargite a questa comunità.

FP – Gentile Alfonso,

considerata la sua anzianità contributiva e la sua età anagrafica, la prima
possibilità di pensionamento, è data dal raggiungimento del requisito per la
pensione di vecchiaia, previsto dalla L. 214/2011, ovvero al raggiungimento
dell’ età anagrafica prescritta dalla normativa, senza operare nessuna forma di
arrotondamento.

I requisiti per il pensionamento legato all’età, previsti per i prossimi anni,
sono:
– 2013/2015 66 anni e 3 mesi;
– 2016/2018 66 anni e 7 mesi.

Pertanto, matura il diritto alla pensione, con decorrenza 1/9/2017.

Per quanto riguardo il discorso sul pensionamento coatto, le segnalo che sulla
Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 agosto 2014 è stata pubblicata la Legge
114/2014 di conversione del D.L. 90/2014, conosciuta meglio come riforma della
Pubblica Amministrazione.

Le novità contenute, in termine di pensionamento, possono essere riassunte in
due punti:

1) abolizione del trattenimento in servizio dopo il raggiungimento dei
requisiti pensionistici;

2) l’abbassamento dell’età da 65 a 62 anni per le cessazioni d’ufficio, in
caso di raggiungimento dell’anzianità contributiva, attualmente pari a 42 anni
e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne, ma con un aumento di 4
mesi a decorrere dal biennio 2016/2018.

Pertanto, nella fattispecie, a mio avviso, non ricorrono i presupposti per il
pensionamento coatto se non al raggiungimento dell’anzianità contributiva.

 

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