Incarico su sostegno troppo difficile, ho rifiutato

Sono stata contattata per una supplenza fino al termine dell’anno da una graduatoria di istituto, per quanto riguarda il sostegno nella scuola primaria.Mi sono presentata e mi hanno fatto parlare con la Dirigente la quale mi ha spiegato che si trattava di un caso gravissimo che necessitava di assistenza.

La bambina in questione è sulla sedia a rotelle, non parla, deve essere imboccata con rischio strozzamento, soffre di crisi epilettiche e io avrei dovuto stare attenta alla durata delle crisi ecc. In pratica didattica zero solo assistenza.

Terrorizzata ho rifiutato. Come si fa ad affidare un caso simile ad un insegnante di sostegno, nel mio caso con esperienza zero? Credo ci fosse bisogno di un’infermiera. Io non conosco neanche le nozioni base di pronto soccorso.

Mi hanno fatto firmare un foglio in cui asserivo che rinunciavo per motivi personali. E’ legale tutto ciò? E’ possibile che l’insegnante di sostegno svolga tali mansioni?

Maria Vitale Merlo – Gentile collega,

posso comprendere la tua ansia per un caso così grave, ma a fronte di una patologia del genere, il docente di sostegno è supportato da altre figure professionali che il Dirigente Scolastico richiede all’Ente locale di competenza (in questo caso al Comune).

Come in più occasioni ribadito, non rientra nelle competenze del docente l’assistenza igienica, né tantomeno la somministrazione dei farmaci a scuola. Il Dirigente, infatti, così come prevede la nota protocollo n° 2312 del 25/11/05 che ha come oggetto“Raccomandazioni per la somministrazione di farmaci in orario scolastico", stipulata tra il Ministero dell’Istruzione e quello della Salute, individua la persona deputata alla somministrazione dei farmaci in orario scolastico.

Nel caso in cui non trovasse figure disponibili a svolgere tale compito all’interno dell’Istituzione scolastica (la disponibilità è volontaria) deve rivolgersi agli enti locali competenti (ASL o Comune).

Un discorso a parte va fatto a livello didattico, sicuramente, lavorare con alunni affetti da patologie così gravi non è semplice, ma anche in questo caso, il confronto con le altre figure professionali (logopedista, pedagogista…) che li seguono al di fuori del contesto scolastico sono di grande aiuto, con la famiglia e con i docenti degli anni precedenti consentono di attuare un lavoro mirato e di costruire un PEI realmente aderente alle esigenze dell’alunno.

Ritengo importante ribadire che l’alunno con disabilità fa parte integrante di una classe e non è “l’alunno del docente di sostegno” per cui anche gli altri colleghi sono parte in causa nel processo di inclusione del soggetto con
disabilità.

In merito al tuo ultimo quesito: il regolamento sulle supplenze emanato dal MIUR prevede che la rinuncia ad un incarico da gae preclude la possibilità di accettare altri incarichi sulla base delle graduatorie ad esaurimento per il medesimo insegnamento, se le cause della rinuncia non sono opportunamente giustificate e motivate, ma questo vale solo per l’anno scolastico in corso.

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