Congedi di maternità e paternità per le adozioni internazionali. Riepilogo

Robert – Buongiorno, abbiamo adottato 2 bambini a Santo Domingo e dovremmo partire per la socializzazione tra poco ma ad oggi non sappiamo come giustificare le giornate di permanenza nella nazione Domenicana. La nostra è una adozione plurima,  noi siamo 2 dipendenti pubblici, si può prendere la maternità contemporaneamente per tutti e 2 i genitori? La nazione Domenicana ci chiede 6 mesi di permanenza in loco. Grazie mille. Aspetto risposta.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Robert,

esistono dei congedi non retribuiti per entrambi i genitori e poi esistono i congedi retribuiti ma solo alternativamente fruibili dai genitori (o la madre o  il padre quest’ultimo solo in casi particolari).

La Commissione per le adozioni fa un riepilogo della materia:

Congedo non retribuito.

Per i lavoratori dipendenti è previsto un apposito congedo dal lavoro a questo scopo, ai sensi dell’artt. 26 e 31 del DLgs n. 151/2001 (come sostituiti dai commi 452 e 454 dell’art.2, L. 24 dicembre 2007, n. 244). Il congedo spetta ad entrambi i genitori adottivi ed è di durata corrispondente al periodo di permanenza nello Stato straniero. Durante tale congedo non spetta alcuna indennità o retribuzione. L’ente autorizzato che ha ricevuto l’incarico di curare la procedura di adozione certifica la durata del periodo di permanenza all’estero.

Congedo retribuito per la madre

La lavoratrice dipendente che abbia adottato un minore straniero ha diritto all’astensione dal lavoro per un periodo pari a cinque mesi e un giorno (che corrisponde al giorno di ingresso del minore in Italia), quale che sia l’età del minore all’atto dell’adozione. Il congedo è strettamente legato all’effettivo ingresso del minore in Italia e può essere fruito entro i cinque mesi successivi alla data dell’ingresso. A riguardo fa fede la data dell’autorizzazione all’ingresso ed alla residenza permanente in Italia rilasciata dalla Commissione per le adozioni internazionali. Per tutta la durata del congedo di maternità la lavoratrice ha diritto ad un’indennità pari all’80% della retribuzione media globale giornaliera percepita nell’ultimo mese precedente all’inizio dell’astensione. Alcuni CCNL (in particolare per il pubblico impiego) contengono disposizioni migliorative, che integrano la quota del 20 per cento non coperta dall’indennità di maternità. I periodi di congedo di maternità sono computati nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti e nel calcolo della tredicesima mensilità e delle ferie.

Il congedo di maternità è collegato alla procedura adottiva, che è sempre unica, anche in caso di adozione di due o più fratelli.

Ferma restando la durata massima complessiva del congedo (5 mesi ed un giorno), la madre adottiva può usufruire di parte del congedo di maternità anche prima dell’ingresso del minore in Italia, e cioè durante il periodo di permanenza all’estero, richiesto per l’incontro con il minore e gli adempimenti relativi alla procedura adottiva. La parte residua del congedo di maternità, che non sia stata fruita antecedentemente all’ingresso del minore in Italia, può essere utilizzata, anche in maniera frazionata, entro i cinque mesi dal giorno successivo all’ingresso medesimo. Il trattamento economico e normativo è quello che si applica al congedo di maternità della lavoratrice dipendente. La lavoratrice può tuttavia scegliere di utilizzare il congedo (senza retribuzione né indennità) per il periodo di permanenza all’estero, e riservare tutto il periodo di congedo di maternità per i mesi successivi all’ingresso del bambino in Italia. L’ente autorizzato che ha ricevuto l’incarico di curare la procedura di adozione certifica la durata del periodo di permanenza all’estero.

Il congedo per il padre (solo a determinate condizioni)

Il congedo di maternità per adozione, che non sia stato chiesto dalla lavoratrice, spetta, ai sensi dell’art.31 del DLgs n. 151/2001 (così come novellato dal comma 454 dell’art.2, L. 24 dicembre 2007, n. 244) e alle medesime condizioni, al padre lavoratore dipendente. E’ necessario, in ogni caso, che la madre adottiva sia lavoratrice dipendente e rinunci al congedo di maternità (circolare Inps n. 16 del 4 febbraio 2008, punto 2). Il padre lavoratore può usufruire del congedo di paternità anche in caso di morte o di grave infermità della madre ovvero di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre.

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