La scuola vuol far recuperare il servizio non prestato perché il docente ha accompagnato gli allievi all’estero. Legittimo?

Maddalena – lo scorso ottobre ho accompagnato i miei alunni per un periodo di due settimane all’estero per un Pon. Al rientro la mia scuola mi chiede di recuperare le ore di servizio che non ho prestato in Istituto (proprio perché inviata dalla scuola all’estero, in servizio e non in vacanza !!!) con supplenze e attività extra. E’ legittima tale richiesta? E quale normativa regolamenta questa prassi? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Maddalena,

l’art. 28 comma 4 del CCNL/2007 stabilisce che “Gli obblighi di lavoro del personale docente sono articolati in attività di insegnamento ed in attività funzionali alla prestazione di insegnamento. Prima dell’inizio delle lezioni, il dirigente scolastico predispone, sulla base delle eventuali proposte degli organi collegiali, il piano annuale delle attività e i conseguenti impegni del personale docente, che sono conferiti in forma scritta e che possono prevedere attività aggiuntive. Il piano, comprensivo degli impegni di lavoro, è deliberato dal collegio dei docenti nel quadro della programmazione dell’azione didattico-educativa e con la stessa procedura è modificato, nel corso dell’anno scolastico, per far fronte a nuove esigenze”.

L’art. 16 dello stesso Contratto dispone che “compatibilmente con le esigenze di servizio, al dipendente con contratto a tempo indeterminato e al personale con contratto a tempo determinato, sono attribuiti, per esigenze personali e a domanda, brevi permessi di durata non superiore alla metà dell’orario giornaliero individuale di servizio e, comunque, per il personale docente fino ad un massimo di due ore. Per il personale docente i permessi brevi si riferiscono ad unità minime che siano orarie di lezione.

Entro i due mesi lavorativi successivi a quello della fruizione del permesso, il dipendente è tenuto a recuperare le ore non lavorate in una o più soluzioni in relazione alle esigenze di servizio.

Il recupero da parte del personale docente avverrà prioritariamente con riferimento alle supplenze o allo svolgimento di interventi didattici integrativi, con precedenza nella classe dove avrebbe dovuto prestare servizio il docente in permesso.

Nei casi in cui non sia possibile il recupero per fatto imputabile al dipendente, l’Amministrazione provvede a trattenere una somma pari alla retribuzione spettante al dipendente stesso per il numero di ore non recuperate.

Per il personale docente l’attribuzione dei permessi è subordinata alla possibilità della sostituzione con personale in servizio.”

Si precisa che gli unici recuperi richiesti perché contemplati dalla normativa sono quelli in riferimento all’art. 16 citato, non ne esistono altri.

Pertanto, la richiesta del Dirigente di farti recuperare le ore non prestate perché eri impegnata, legittimamente, in un progetto autorizzato (il quale equivale a tutti gli effetti a servizio prestato) è sicuramente assurda e a nostro parere  illegittima per le ragioni esposte.

Tuttavia dobbiamo segnalare una risposta del Ministero ad uno stesso quesito, che è di di diverso parere.  Risposta 

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